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PEPP: 600 miliardi in più ed estensione temporale a giugno 2021

La Banca centrale europea ha aumentato il PEPP di 600 miliardi estendendo la durata degli acquisti fino a giugno 2021. Si sono riviste le stime sul Pil a -8.7% per quest’anno, iniziando a fornire numeri che verranno verosimilmente ben rivisti a ribasso per il futuro, ovvero un +5.2% per il 2021 ed un +3.3% per il 2022, con l’inflazione che è scesa allo 0.1% a maggio e che è prevista allo 0.3% per il 2020, allo 0.8% per il 2021 ed all’1.3% per il 2022 (queste stime rispetto al pil risultano essere più veritiere, sempre che la liquidità arrivi anche ai consumatori).

Si è parlato anche di Corte Costituzionale tedesca, dicendo in maniera chiara che la BCE manterrà la propria indipendenza e della flessibilità degli acquisti di asset, che stanno comunque cercando di essere indirizzati con un minimo di senso sul mercato, cercando di ridurre gli tra i diversi Paesi, pena tensioni che continueranno e che metteranno sotto pressione, volenti o nolenti, l’esistenza del sistema euro.

Euro: nuovo whatever it takes?

Si è parlato anche di euro, facendo riferimento ad un report che verrà pubblicato la prossima settimana e che riguarderà il ruolo della moneta unica la quale è stata ribadita come valuta di riferimento per il sistema europeo e come valuta internazionale, asserendo che il suo ruolo si rafforzerà davvero con l’unione economica e monetaria. Un whatever it takes mascherato che è stato messo in campo nuovamente per mostrare a tutti gli operatori l’impegno che la BCE metterà nel difendere il progetto.

sui target tecnici

Ieri mattina parlavamo dello scenario tecnico dell’euro, andando a descriverlo in maniera granulare. Lo riportiamo per comodità di lettura: “L’, dopo aver raggiunto i target studiati ieri a 1.1250 si trova in una fase di presa di profitto, con una divergenza ribassista formatasi tra prezzi ed oscillatore stocastico a 4 ore, con la presenza di un’area da scambio di ruolo posta tra 1.1180 e 1.1200. In caso di approccio dell’area 1.11 ¾, con uno stocastico ancora carico e lontano dall’area di ipervenduto, le quotazioni potrebbero tentare degli approfondimenti verso area 1.1140/1.1150, dove passa un altro scambio di ruolo che dev’essere superato per pensare ad arrivi verso l’area di 1.1090.

I livelli citati, per chi si trovasse a mercato dovrebbero essere studiati come zone intermedie, sulle quali i prezzi potrebbero tentare dei rimbalzi per ripartenze rialziste, livelli dunque sui quali tagliare eventuali parti di posizioni e/o procedere alla protezione delle proprie posizioni. Chi stesse attendendo invece di valutare degli eventuali posizionamenti, potrebbe pensare alla valutazione di ripartenze tecniche dai primi punti citati, con eventuali stop e reverse sotto di essi in quanto, se rotti, la divergenza potrebbe spingere verso i livelli successivi, da trattare come visto, ossia tagliando eventuali parti di posizioni e proteggendosi.

In caso di arrivo sui massimi, è possibile valutare eventuali tentativi di estensione verso i prossimi target tecnici posti a 1.1275, 1.1300, 1.1320 e 1.1330.” Siamo giunti sui target di 1.1330 ed il mercato, dopo la formazione di un triangolo orario di continuazione rialzista, ora trova i propri target tecnici in area 1.1390 e 1.1415, area che se raggiunta con dollari venduti contro tutto tranne che contro lo yen (a breve riproporremo un articolo di questa settimana che abbiamo pubblicato solo sul nostro portale di ricerca), potrebbe lasciare spazio a tentativi di estensione verso 1.1450. Attenzione oggi ai NFP, in pubblicazione alle 14.30.

EUR/USD - grafico h1

EurUSd – grafico h1

Dax sui target tecnici

Sul dax siamo tornati sui livelli di massimo, con i punti di supporto che abbiamo studiato ieri che hanno tenuto e che hanno permesso la valutazione di ripartenze verso i massimi. Ieri abbiamo portato un esempio per spiegare come poter lavorare i diversi supporti studiati, nel caso specifico la tenuta dell’area 13310 ha permesso la valutazione di ripartenze tecniche oltre l’area di 13350 con l’approdo sui massimi. Occorre ora guardare con attenzione la zona di 12610 che ha bisogno di essere superata per poter tentare delle estensioni verso 12660 e 12790. Un’ultima nota, tutti i ragionamenti fatti nelle ultime settimane relativi ai riequilibri finanziari che vedono ancora valide le correlazioni positive tra listini americani ed europei restano un dato di fatto.

Dax - grafico h4

Dax – grafico h4

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