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(Teleborsa) – Annunciato nelle scorse ore, l’Opec+ ha raggiunto un compromesso sui nuovi livelli produttivi di greggio per febbraio e marzo. L’accordo consente a Russia e Kazakistan per i prossimi due mesi un aumento della produzione pari a complessivi 75mila barili al giorno, mentre l’Arabia Saudita ha offerto di farsi carico di un taglio extra alla produzione, nell’ordine di 400mila barili al giorno che potrebbero arrivare a un milione per compensare i tagli mancati degli altri Paesi.

Nel dettaglio la produzione aggiuntiva prevede 65mila barili in più al giorno per la Russia e 10mila per il Kazakistan. Sempre nei mesi febbraio e marzo gli altri Paesi membri del cartello manterranno invariata la propria produzione. Gli aggiustamenti alla produzione per aprile e i mesi successivi saranno, invece, decisi durante il prossimo meeting che si terrà il 4 marzo, come stabilito il 3 dicembre scorso.

La riunione, aperta ieri, aveva visto divergenze tra la Russia e l’Arabia Saudita. Mosca spingeva per un aumento di 500mila barili al giorno a partire dal mese prossimo, mentre Riad premeva per non incrementare la produzione, mantenendola sui livelli attuali, in modo da non rischiare nuovi squilibri sul mercato in una fase ancora così incerta per l’emergenza pandemica. La soluzione di compromesso, con la scelta volontaria dell’Arabia Saudita di farsi carico di un ulteriore taglio, di fatto consente di mantenere la produzione sugli stessi livelli di gennaio ed evitare pressioni ribassiste sui prezzi del greggio.

La produzione complessiva è prevista passare dagli attuali 7,2 milioni di barili al giorno a 7,125 milioni di barili per febbraio e a 7,005 per marzo.

(Foto: skeeze / Pixabay)





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