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Piazza Affari non si ferma e inanella la sesta seduta consecutiva in deciso rialzo. Il Ftse Mib chiude a 23.425 punti con un balzo dell’1,48%, continuando a sovraperformare grazie alle attese per la formazione del governo Draghi, che potrebbe concretizzarsi entro questa settimana. Piazza Affari è così balzata ai nuovi massimi a quasi un ano dando seguito al +7% circa di settimana scorsa. Lo spread Btp-Bund si mantiene sui minimi in area 93 pb. Secondo Caro Messina, ad di Intesa Sanpaolo, con l’avvento del governo Draghi potrebbe scendere a 0,50-0,60 punti base (attualmente è a 94 pb), in linea con il divario di cui godono i titoli portoghesi.

Banche grandi protagoniste anche oggi a Piazza Affari. L’effetto Draghi sta spingendo gli acquisti su tutti i testimonial del settore, con le attenzioni degli investitori rivolte soprattutto su quelle banche che presentano maggiore appeal sul fronte M&A. Tra queste Bper, che primeggia anche oggi con oltre +7,4% in area 1,9095 euro, seguita da Banco BPM arrivata a segnare +6,16% in area 2,155 euro. Le ultime indiscrezioni stampa rilanciare ieri da Il Messaggero rilanciano la pista che porta a una futura fusione tra Banco BPM-Bper. Giuseppe Castagna, ceo di Banco BPM, avrebbe incontrato Carlo Cimbri (amministratore delegato di Unipol, maggiore azionista di BPER) per dare il via a trattative tra le due banche in vista di un’eventuale fusione. Secondo il quotidiano romano, Castagna vorrebbe anticipare una potenziale offerta di Unicredit su MPS e Banco BPM. Bper e Unipol preferirebbero invece concentrarsi per il momento sull’integrazione delle filiali di recente acquistate.
Molto bene oggi anche Unipol (+6,27%) proprio in virtù di socio di riferimento di Bper.

Tra gli altri titoli segna in chiusura +2,65% Unicredit che diffonderà i conti mercoledì, mentre Intesa Sanpaolo rallenta (+1,41% a 2,09 euro) dopo la calda accoglienza ai conti 2020 e alle indicazioni sui dividendi. Oggi BofA ha alzato la valutazione su Intesa da 2,5 a 2,9 euro, mentre Equita ha confermato buy con target alzato a 2,5 euro. Barclays dedica una nota a quello che è uno dei suoi titoli preferiti tra tutte le banche europee, sottolineando che la banca sulla cui azione ha un rating “overweight” con target price a 2,40 euro, è “ready for dividend delivery”, ovvero è pronta per la distribuzione dei dividendi. Nel medio termine, spiegano dalla banca britannica, la possibile rimozione del divieto di erogare i dividendi rappresenterà l’elemento catalizzatore più importante.

Rialzi di rilievo anche per Mediobanca, Azimut e Saipem, tutte salite di oltre il 3 per cento.





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