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Il Ftse Mib ha chiuso oggi a +0,22% a 20.231 punti dando così seguito alla striscia positiva di giugno. Nelle precedenti 5 sedute il progresso era stato di quasi l’11%.
Anche oggi sui mercati a prevalere sono le speranze di un pronto rimbalzo dell’economia a livello globale. Dopo il boom di occupati negli Usa a maggio, nei prossimi giorni i riflettori saranno rivolti sul meeting Fed, che dovrebbe confermare l’approccio ultra-espansivo.

Anche oggi protagoniste sono state le banche e i finanziari in generale. Intesa Sanpaolo (+1,73% a 1,80 euro) si giova del via libera preliminare della Bce all’acquisto di UBI Banca. Venerdì la Banca Centrale Europea ha dato l’autorizzazione preventiva all’acquisizione diretta di una partecipazione di controllo – pari almeno al 50% del capitale più un’azione – in UBI Banca, nonché per l’acquisizione indiretta di una partecipazione di controllo in IW Bank. L’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria, annunciata lo scorso febbraio, ha ad oggetto massime 1.144.285.146 azioni ordinarie di UBI Banca.

Ancora meglio tra le banche hanno fatto Bper (+4,85%) che porta a +25% il saldo da inizio mese e Unicredit (+3,92%) che allunga a dodici la striscia di rialzi consecutivi.

“L’impegno della Bce a comprare massicciamente Btp ha portato stabilità sul settore bancario – rimarca Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia, intervistato da FinanzaOnline – in aggiunta c’è il consolidamento del comparto e quindi ritengo che ci sia spazio ancora perché la risalita continui”.

Non solo le banche hanno festeggiato oggi. In volata Azimut che ha chiuso a +2,4% a 17,3 euro. Il gruppo di asset management ha rafforzato la sua presenza nel venture capital e amplia l’offerta dedicata agli investimenti alternativi lanciando il fondo Azimut Digitech Fund dedicato all’investimento in startup software business-to-business (B2B). Il nuovo prodotto di investimento è realizzato in partnership con Gellify Group, piattaforma di innovazione che connette le startup B2B ad alto contenuto tecnologico con le aziende tradizionali.

Tra i segni più anche i titoli oil: Saipem (+1,9%) ed Eni (+1,66%) a seguito dell’accordo Opec+ per prolungare i tagli produttivi.

Infine, giornata di forti rialzi per Telecom Italia (+2,71% a 0,371 euro) che torna a cavalcare le attese sulla rete unica. Le ultime indiscrezioni riportate da Affari & Finanza vedono CdP come il promotore chiave della fusione tra le reti fisse di TIM e Open Fiber, viste le sue partecipazioni del 10% in Telecom e del 50% in Open Fiber.





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