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I sette titani Usa dell’hi-tech, o anche Big Tech – ergo Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet, Facebook, Tesla e Nvidia – hanno incassato nel 2020, in termini di capitalizzazione, la cifra astronomica di $3,4 trilioni, riuscendo non solo a resistere, ma addirittura a crescere nell’anno della pandemia del coronavirus COVID-19.
Nel 2020 le Big Tech tra cui Apple Amazon e Tesla hanno guadagnato $3,4 trilioni. Chi sono le promesse dell'hi-tech per il 2021?Per dirla tutta, così come è stato, le Big Tech non hanno continuato a crescere nonostante il Covid, ma, piuttosto, grazie al Covid-19 che, con i vari lockdown e norme sul distanziamento sociale resisi necessari per arginare i contagi, hanno trasformato gran parte di questi giganti in fornitori di servizi essenziali. Non Tesla che, a dispetto di tutto, ha visto volare la capitalizzazione di mercato di ben nove volte nel 2020, dai $76 miliardi d’inizio anno 2020 fino a $669 miliardi. Come spiega un articolo di Bloomberg, chi ha avuto fede in Elon Musk ha contribuito al rally stellare del titolo, che ha fatto +743% durante l’anno, incorniciato con l’ingresso ufficiale, a fine dicembre, nell’indice S&P 500. E che dire di Apple, con un valore di mercato superiore ai 2,3 trilioni di dollari, oltre il triplo della capitalizzazione di Piazza Affari e più del Pil dell’Italia?. La necessità di ricorrere allo smart working e alla Dad ha fatto la fortuna, in generale, delle società produttrici di computer, laptop etc, scatenando di conseguenza la domanda di semiconduttori. In particolare il colosso americano produttore di chip Nvidia, che ha visto più che raddoppiare il suo valore nel 2020, chiudendo l’anno con una capitalizzazione di $323 miliardi, grazie soprattutto alla richiesta di schede grafiche per i videogame, che è stata tale che la società ha faticato anche per riuscire a tenere il passo con la domanda.

Tradotto in soldoni, chi ha assistito maggiormente al boom esponenziale della propria capitalizzazione è stata Apple, con un valore di mercato aumentato di quasi $1 trilione, grazie al rally +81% del titolo; la capitalizzazione di mercato di Amazon è cresciuta di $710 miliardi, nel 2020, grazie alla crescita delle due divisioni di consumo e cloud-computing; quella di Microsoft è aumentata di $480 miliardi, mentre Alphabet (la holding a cui fa capo Google) e Facebook hanno assistito a una crescita rispettivamente di $268 miliardi e $193 miliardi.
E secondo Brent Bracelin, analista di Piper Sandler, in generale la corsa dei titoli tecnologici non è finita, nonostante le valutazioni che non pochi ritengono eccessive.
“A dispetto del rischio di una rotazione verso i ciclici che potrebbe mettere sotto pressione i multipli dei tech (nel 2021), rimaniamo bullish sulle prospettive di crescita nei prossimi 3-5 anni per gli amati titoli digitali. Siamo positivi sul software e sull’Internet entrando nel 2021, ma non dimentichiamo i semiconduttori che potrebbero vivere un anno eccezionale”, ha scritto Bracelin in una nota.
Il risveglio digitale iniziato con il Covid avvantaggerà a suo avviso società come Lemonade, Twilio, Unity Software, nCino, Avalara, Chegg, Zoominfo, Asana, Slack. I titoli beneficeranno della continua adozione del cloud da parte delle imprese, che si sono trovate nella necessità di fare shopping nel settore, dopo essersi rese conto di non aver investito a sufficienza nel cloud nel periodo precedente la pandemia.
Così Dan Ives, analista del settore tech di Wedbush: “Un fattore chiave dinamico che si sta manifestando nel mondo tecnologico nei prossimi 12-18 mesi sarà la crescita secolare in aree vicine al cloud e alla sicurezza cibernetica, che stanno assistendo a una crescita a vista d’occhio della domanda, qualcosa a cui non abbiamo assistito negli anni, più di 20, in cui ci siamo occupati della copertura dei titoli tecnologici a Wall Street. L’accelerazone del cloud e lo smart working sono senza precedenti, con le imprese e i governi di tutte le dimensioni che stanno cercando di adattarsi alla prospettiva di una forza di lavoro più virtuale nell’immediato futuro“.
Un altro tema che premierà alcune società, secondo l’esperto di Piper Sandler, sarà rappresentato dal boom dei pagamenti digitali che ha fatto la fortuna, l’anno scorso di PayPal, e che vedrà salire nel podio dei vincitori del 2021 società come Bill.com Holdings, BigCommerce Holdings, Shopify, Coupa Software, Tyler Technologies, Ceridian, Intuit, Workday.
Terzo tema di investimento sarà, sempre secondo Bracelin di Piper Sandler, il “digital exhaust”, ovvero i dati exaust ovvero dati grezzi – la quantità è enorme – che vengono creati e che possono assumere la forma di file temporanei, di cookies, di logfile: informazioni che vengono generate involontariamente con l’utilizzo di Internet e che possono aiutare, se ben gestite, a migliorare l’esperienza online, per esempio offrendo contenuti personalizzati all’utente. La gestione di questi dati dovrebbe dare gas a titoli come Snowflake; MongoDB; Alteryx.





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