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piano industriale 2020-2024

Secondo i commissari straordinari è indispensabile riorganizzare il modello distributivo della banca introducendo nuovi ruoli commerciali e nuove logiche di portafogliazione, prevedendo nuovi format di filiali, rafforzando i canali diretti, incrementando la diffusione dei servizi specialistici.

di Vincenzo Rutigliano

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(Imagoeconomica)

3′ di lettura

Da “banca generalista” a “banca del territorio”: questo il nuovo modello di business messo a punto dai commissari straordinari della popolare di Bari che, nelle prime linee del piano industriale 2020-2024, lo definiscono, nero su bianco, uno dei pilastri per il ritorno alla creazione di valore.

Secondo i commissari Ajello e Blandini è indispensabile riorganizzare il modello distributivo della banca introducendo nuovi ruoli commerciali e nuove logiche di portafogliazione, prevedendo nuovi format di filiali, rafforzando i canali diretti, incrementando la diffusione dei servizi specialistici.

Il business model
Per il nuovo business model i commissari prevedono la creazione di 6 aree territoriali con, a tendere, la chiusura di tutti i distretti, la ridefinizione delle figure professionali presenti, la trasformazione dell’addetto famiglia e del gestore famiglia/affluent in, rispettivamente, gestore di relazione e specialista protezione, insomma un consulente assicurativo.Si prevede poi lo specialista investimenti, la crescita dei gestori dei piccoli operatori economici (Poe) e la flessione di quelli corporate e la segmentazione del format delle filiali in centriche (72) e quindi di grandi dimensioni, filiali specialistiche per investimenti (90) e imprese(16) e infine filiali di presidio-filiali light (19).

Oggi la popolare di Bari, presente in 13 regioni su 20, ha un bacino di azione limitato in termini di clienti e di masse, ha una struttura con costi superiori alla media, elevati assorbimenti di capitale e distruzione di valore, una macchina gestionale con processi inefficienti caratterizzati da elevata personalizzazione e bassa digitalizzazione. Da qui la necessità, secondo i commissari, di un diverso modello di servizio con una gestione diffusa di tutta la base clienti, l’ampliamento delle autonomie territoriali, una multicanalità integrata tra on line, mobile banking e Atm evoluto, e nuovi ruoli professionali per un servizio qualificato ad alto valore.

La filiale “tipo”
Con questo nuovo modello di servizio deve essere coerente anche la filiale “tipo” che deve rispondere a certi indicatori diventati decisivi per individuare le 94 filiali da chiudere (58 non profittevoli pechè sotto la soglia dei costi, 28 hanno un margine di intermediazione inferiore alla media banca e 8 superiori). Nel piano i commissari non hanno indicato le filiali da chiudere ma -come hanno denunciato ieri i coordinamenti del gruppo Bpb di Fabi – Fisac/Cgil – un elenco distinto per regioni. Insieme al nuovo modello di servizio di banca del territorio, le prime linee del piano industriale puntano allo sviluppo del business capital light e alla rifocalizzazione sulla clientela core (persone fisiche, piccoli operatori economici, Pmi) per il ritorno alla creazione di valore.

Il patrimonio e la raccolta
Gli altri due pilastri sono il rafforzamento della posizione patrimoniale e di liquidità (cessione quasi totale dello stock di crediti deteriorati, aumento della copertura dei crediti deteriorati sopra la media di mercato, la revisione ed ottimizzazione dei processi di erogazione del credito) ed il ristoro della posizione patrimoniale e la stabilizzazione della raccolta diretta. Infine la ristrutturazione della macchina operativa con uno schema di razionalizzazione dei costi relativi a forniture e consulenze. Decisiva la riduzione del costo del lavoro con la previsione di passare da 2642 addetti in organico al 2019 a 1742 nel 2024 (in tutto 900, di cui 300 nella rete e 600 nella direzione generale), e la spesa, nello stesso periodo, che scenderebbe da 181 milioni a 112. Su tutto il modello di banca pensato dai commissari il sindacato chiede di capire di più, «non cadendo nella tentazione, certamente più facile per il management aziendale, di risolvere la questione,scrive la Fabi – Fisac/Cgil, attraverso un’emorragia di personale».



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