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Pranzare a ristorante con un tariffa mensile da oggi è possibile.

Sempre più nutrito il popolo degli italiani che frequenta i ristoranti e in concomitante crescita il numero di imprese per la ristorazione. Nell’ultimo decennio l’incremento dei consumi da parte delle famiglie italiane si è tradotto in un fatturato di 4,9 miliardi di euro. I dati raccolti dalla Federazione dei pubblici servizi (FIPE) tracciano il profilo di una nuova tendenza nel mercato della ristorazione. Il rapporto di FIPE, presentato a Roma lo scorso 21 gennaio, documenta una crescita esponenziale di attività specializzate nel take away, catering e fast food. Parallelamente riporta un calo di 9 miliardi di euro nell’acquisto di generi alimentari per il consumo domestico. I risultati dell’indagine rivelano che l’abitudine a consumare i pasti fuori casa è un fenomeno in continua espansione che coinvolge intere famiglie. Contrariamente a quanto accadeva un decennio fa quando si pranzava in ristoranti e bar durante la pausa pranzo per ragioni professionali e per mancanza di tempo.

Pranzare a ristorante con tariffa mensile. Come funziona il “flat food”

Il “flat food” incontra le nuove esigenze delle famiglie italiane, offrendo l’opportunità di sottoscrivere un abbonamento assimilabile a quello a Internet o alla telefonia. Il consumatore versa con cadenza mensile una quota che gli consente di effettuare ordinazioni di cibo e bevande senza limiti e restrizioni. Cosa cambia rispetto alla già nota formula “all you can eat” proposta in primis dai ristoranti cinesi? Di sicuro la possibilità per il ristoratore di stendere fili di aggancio con i suoi clienti che, versata la tariffa mensile, ne accorderanno preferenza.

I primi ristoranti. Il caso di Ravenna e Limena

Sebbene in misura sperimentale, la tariffa flat è stata adottata nel ristorante Weedoo di Limena (PD) dove un abbonamento di 149 euro dà accesso illimitato al menu. Dal 27 gennaio anche a Ravenna si potrà ordinare tramite app o take away nel ristorante “Gabaré” a fronte di una spesa mensile di 220-240 euro. Lo chef Ciro Adamo assicura l’offerta quotidiana di tre primi piatti e di altrettanti secondi a scelta tra pesce, carne e vegetariano. Per chi volesse sottoscrivere un abbonamento per la pausa pranza il costo si aggirerà attorno ai 120 euro, ma sono previste riduzioni per studenti e famiglie.

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