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Abbiamo più volte rassicurato sulla solidità delle nostre banche in merito alla loro tenuta patrimoniale. Questo anche nei giorni delle massicce vendite di Borsa di questi giorni. Tuttavia ci chiediamo se potrebbero scattare eventuali prelievi forzosi dai nostri conti correnti al fine di aggiustare i conti del Governo. Da decenni infatti il nostro deficit di bilancio è fuori da tutti i parametri comunitari. Infatti puntualmente ogni anno riceviamo moniti dall’UE al fine di aggiustarli o perlomeno contenerli.

Il momento è topico

Questo 2020 sicuramente passerà alla storia quale conseguenza prima e diretta del virus. Né, del resto, potrebbe essere diversamente. Tuttavia un secondo record potrebbe aversi per effetto dell’esplosione dei conti pubblici, aldilà da ogni storico precedente. Il piano di aiuti approntato dal Governo viaggia ormai sull’ordine delle decine di mld di euro, molto più di quelli stanziati l’anno scorso per Quota 100 e Reddito di Cittadinanza. Del resto crediamo che la conta dei danni crescerà nei giorni a venire, con il protrarsi dell’emergenza. Come non bastasse, l’aggravante non manca e sarà data dall’inevitabile implosione del Pil, la ricchezza prodotta. Risultato, anche il rapporto debito/Pil 2020 è destinato a entrare nei libri di scuola (o almeno in quelli di economia). Logico e naturale chiedersi se nel futuro prossimo avremo prelievi forzosi dai nostri conti correnti al fine di aggiustare i conti del Governo.

Possibili ipotesi al vaglio

Il risultato di tutto questo stato di cose potrebbe assumere le fattezze di una sorta di Virus Tax. Ossia non è affatto da escludere a priori che possano scattare possibili prelievi forzosi dai nostri conti correnti al fine di aggiustare quelli del Governo. Se una decisione al riguardo dovesse mai arrivare, si tratterebbe comunque di una misura una tantum, di equità. Una sorta di “contribuzione pro quota” alle spese, alla giusta causa nazionale. Del resto, siamo tutti in quarantena e nessuno può dirsi dispensato dal pericolo Covid-19.

Allo stato attuale non vi è nulla, ma una sua possibile formulazione si renderebbe necessaria per consentire al Governo di attingere fondi. Con essi ad esempio si pagherebbero i salari di chi è rimasto a casa, o si darebbero sussidi alle imprese, o si pagherebbero i mutui in corso, etc. Per non parlare delle ingenti misure oggi prese a sostegno del SSN e quelle future. Occorrerà infatti per far ripartire la macchina economica nel suo complesso una volta passata questa fase. Del resto, l’UE – vedi ieri – ha dato carta bianca a sforare i parametri del Patto di Stabilità. Ma verosimilmente sarà lei stessa – nel futuro prossimo – a chiederci un rientro dei conti. Nella storia “più recente” a noi si ricorda solo un antecedente di tal portata, e precisamente la famigerata Euro Tassa. Fu adottata nel 1998 assunse il Governo Prodi al fine di aggiustare i conti nazionali alla vigilia dell’ingresso in UE.



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