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MILANO – Ore 9.10. Si ripete il copione di ieri nella seconda giornata dell’era Draghi. Il presidente incaricato oggi inizierà le consultazioni con i partiti per verificare se esista una maggioranza che sostenga un governo da lui guidato. Gli investitori si mantengono ottimisti in questo senso a giudicare sia dall’ottima seduta di ieri a Piazza Affari, sia dalla ripartenza di oggi, con il Ftse Mib proiettato al rialzo, seppur con una crescita più modesta, e lo spread in calo a 105 punti dai 107 della chiusura di ieri. Milano sale in avvio dello 0,1% mentre gli altri indici europei ripartono misti.

Rialzi, quelli visti ieri in Europa, che si sono inseriti in un quadro generalmente incoraggiante per i i mercati nel corso di tutta la settimana, con il Dow Jones a Wall Street che ha concluso gli scambi in positivo per tre sedute consecutive sostenuto dall’accelerazione dell’iter per l’approvazione del piano di stimoli all’economia americana. Oggi l’umore nelle sale operative sembra essere più cauto: in Asia gli indici si sono resi protagonista di una giornata a segno meno, con Tokyo che ha chiuso a -1,06%, scontando soprattutto il rialzo dei tassi dei Treasury Usa. I rendimenti del titolo del debito americano a dieci anni ieri sono saliti fino all’1,131%, mentre per quelli a 30 anni sono balzati fino all’1,918%. Sul fronte delle valute l’euro apre a 1,2014 dollari, ai minimi da due mesi.

Tra i dati macroeconomici, aspettando indicazioni dal bollettino Bce, gli spunti più importanti arriveranno nel pomeriggio dall’aggiornamento settimanale dei sussidi Usa, tradizionale termometro del mercato del lavoro americano.

Prosegue intanto la corsa del petrolio. In mattinata  i contratti future sul greggio Wti con consegna a marzo vengono scambiati a 56,17 dollari con una crescita dello 0,86%, mentre quelli sul Brent con scadenza ad aprile valgono  58,92 dollari, con una crescita 0,79%.



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