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Maledetta Pubblica Amministrazione che da risorsa è diventata un problema. Le imprecazioni del comune cittadino sono condivisibili. Il cattivo funzionamento della macchina amministrativa ha seri riflessi sull’economia. Ed hanno ragione a questo punto a non avere fiducia. Il costo per le imprese per relazionarsi con la Pubblica Amministrazione è di 57 miliardi di euro. Stiamo parlando di 3 punti di PIL. Insostenibile a leggere i dati   dell’Ufficio studi della CGIA. E’ lampante che la Pubblica Amministrazione è un freno allo sviluppo, agli investimenti e all’occupazione e a pagare il conto più salato solo le piccole e medie imprese.

I debiti del pubblico verso il privato

Il debito della Pubblica Amministrazione nei confronti del privato è di 53 miliardi di euro per non parlare poi dei pagamenti in ritardo. Se poi avviene al contrario sappiamo tutti come va a finire. Un’altra mazzata per le imprese è stato il non riconoscere l’Iva per lo split payment. E’ pur vero che rappresenta una partita di giro ma nei momenti di affanno quella somma poteva servire ad avere maggiore liquidità per affrontare spese correnti.  Tutte queste situazioni hanno messo in ginocchio le piccole e medie imprese anche perché le Banche non danno più credito come una volta e la tenuta finanziaria delle aziende è andata a farsi benedire.

Non fare di tutta un’erba un fascio

Siamo stati netti e catastrofici con la Pubblica Amministrazione ma non dobbiamo fare di tutta un’erba un fascio. I livelli di eccellenza che caratterizzano molti settori del nostro pubblico impiego esistono soprattutto al Nord, la maggiore insoddisfazione si registra al Sud. Come dargli torto.

Di cosa non siamo soddisfatti

Siamo insoddisfatti di servizi pubblici essenziali: la giustizia, la sanità, la scuola e la sicurezza. Per ogni settore ci collochiamo molto in giù rispetto agli altri Stati Ue. Solo per la sicurezza c’è molta di fiducia in più così come per le scuole.



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