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Una sana alimentazione aiuta a rimanere in salute. In alcuni casi, una dieta specifica permette di alleviare i sintomi di una malattia. È il caso del piano di alimentazione per l’endometriosi: questa dieta può aiutare a contrastare una pericolosa malattia che colpisce le donne (qui i sintomi e le conseguenze).

I cibi da evitare se si soffre di endometriosi

La dieta per l’endometriosi permette di alleviare i sintomi della malattia. Il segreto è una combinazione di alimenti antinfiammatori, disintossicanti e privi di ormoni. L’endometriosi si nutre infatti degli estrogeni. Limitando il consumo di alimenti che li contengono, si riduce l’infiammazione. Dunque, questa dieta può contrastare una pericolosa malattia che colpisce le donne.

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Il primo step della dieta per l’endometriosi è evitare alcuni cibi:

a) snack, cioccolata e merendine confezionate industriali;

b) farina 00 e prodotti da forno raffinati (è meglio prediligere le farine integrali e grezze);

c) insaccati e salumi;

d) zucchero e dolcificanti;

e) bibite gassate, bevande alcoliche e bevande contenenti caffeina;

f) peperoncino;

g) carne rossa;

h) soia, avena e segale, perché contengono livelli elevati di estrogeni;

i) burro e margarina;

l) aloe;

n) formaggi freschi e in generale prodotti caseari provenienti da allevamenti non controllati, per l’alto contenuto di ormoni e antibiotici.

Alcuni cibi possono essere, invece, consumati con moderazione: si tratta dei formaggi stagionati, della ricotta, dello yogurt, del kefir, del vino rosso, della carne bianca e del glutine.

I cibi da aumentare secondo la dieta per l’endometriosi

Secondo la dieta per l’endometriosi, uno dei principi chiave da seguire è quello della freschezza. È meglio prediligere gli alimenti freschi a quelli processati e confezionati. I metodi di cottura migliori sono quelli che non alterano troppo le materie prime. Via libera, quindi, alla frutta e alla verdura, da consumare anche cruda.

Gli altri cibi da aumentare sono:

a) cereali integrali;

b) legumi;

c) semi oleosi e frutta secca;

d) pesce azzurro, salmone e tonno;

e) olio d’oliva;

f) avocado.

Secondo uno studio, inoltre, può inoltre essere utile assumere integratori con questi componenti: omega 3, omega 6, quercetina, nicotinammide, partenio, curcuma e metilfolato di calcio.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)



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