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La storia del rallentamento cinese continua a pesare sui mercati azionari globali, questa volta non a causa della guerra commerciale, ma per la diffusione del coronavirus, che finora ha causato più di 100 decessi, con un aumento del 65% dei casi confermati, per un totale pari a 4515, nella Cina continentale.

I mercati cinesi sono rimasti chiusi per le festività del Capodanno cinese, ma in Asia gran parte delle altre piazze ha archiviato un’altra seduta con il segno meno. (-0,79%), ASX 200 (-1,35%) e (-3,22%) hanno registrato le perdite maggiori, mentre in Tailandia (+0,51%) l’azionario ha in parte recuperato le forti flessioni di ieri.

Il calo dei prezzi del petrolio sta perdendo slancio sulla notizia che ci potrebbe essere un’interruzione totale della produzione in Libia a causa di un conflitto con i membri dell’OPEC. Il WTI si sta stabilizzando vicino ai $53 al barile – dopo aver perso il 20% dal picco di gennaio pari a $65 al barile, in seguito alla firma dell’accordo di fase uno fra USA e Cina. I problemi sul fronte delle forniture potrebbero contribuire a far rimanere il greggio WTI sopra il livello a $50, ma probabilmente il rialzo sarà frenato dai timori di un rallentamento della crescita cinese e globale.

L’oro trova acquirenti intorno a $1580 all’oncia. Ma le solide offerte sotto quota $1600 probabilmente freneranno il potenziale al rialzo su questo mercato, salvo un ulteriore peggioramento della situazione in Cina, sulla cui eventualità dubitiamo.

I future negli USA e in Europa puntano a un avvio più brillante per martedì. FTSE e potrebbero scrollarsi di dosso parte delle perdite di ieri.

La sterlina scambia all’insegna di una crescente pressione a vendere in vista della riunione della Banca d’Inghilterra (BoE) di giovedì; l’incertezza sulla prossima mossa di Carney ha fatto infatti salire la probabilità di un taglio del tasso di 25 punti base da un valore prossimo allo zero fino al 60%, questo stando all’attività rilevata dai future MPC SONIA. Sebbene gli analisti prevedano il mantenimento della politica attuale, con 6 voti favorevoli e 3 contrari, noi siamo pronti a una sorpresa accomodante e addirittura a un taglio del tasso alla riunione di questa settimana. La scorsa settimana, le posizioni nette lunghe speculative sulla sterlina hanno toccato il massimo da sei mesi. Nei prossimi giorni sono dunque possibili vendite più marcate sulla sterlina. Probabilmente orsi e tori combatteranno intorno al livello a 1,30 in vista della decisione della BoE.

Negli USA, il rendimento dei decennali è sceso ai minimi da ottobre, perché, sull’onda dell’avversione al rischio, nelle ultime settimane i capitali si sono riversati sui titoli del Tesoro USA. Oggi inizia la riunione di due giorni della Federal Reserve (Fed) e, malgrado le crescenti apprensioni sul mercato, ci si aspetta che la Fed mantenga la sua politica invariata. I tassi d’interesse rimarranno nella fascia compresa fra l’1,50% e l’1,75%, e il bilancio della Fed continuerà verosimilmente a espandersi a un ritmo pari ad acquisti di titoli del Tesoro per 60 miliardi di dollari al mese, in modo da continuare a sostenere i mercati. Potrebbe esserci un rialzo tecnico del tasso IOER, ma non è certo che un intervento del genere possa innescare una reazione sul mercato.

Il dato sugli ordinativi di beni durevoli negli USA, in uscita oggi, potrebbe mostrare una crescita dello 0,4% a dicembre, a fronte della contrazione pari al 2,1% della lettura precedente. Dati incoraggianti potrebbero incentivare gli acquisti di dollaro USA e far scendere l’euro sotto la soglia a 1,10 contro l’USD.





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