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Ad un anno di distanza dal 6 marzo 2019, prima fase di raccolta delle domande di cittadinanza, il premier Conte esplicita le intenzioni future. Nel question time del 6 febbraio 2020 tenutosi in Senato, sul tavolo delle trattative si è imposta l’implementazione del reddito di cittadinanza. Nell’Agenda 2020-2023 il reddito di cittadinanza entrerà di diritto nel tentativo di arginare il fenomeno dell’indigenza e restituire dignità economica alle famiglie. Il contributo relativo alla cittadinanza ha raggiunto sinora 1.041 milioni di famiglie per cui 2,5 milioni di cittadini hanno beneficiato dei supporti finanziari.

Le criticità emerse

Nel corso del 2019 sono emerse alcune criticità riguardo all’assegnazione e all’erogazione del reddito di cittadinanza. Al fianco del premier, è intervenuto il Ministro dell’Economia Gualtieri che ha sottolineato l’urgenza attivare delle politiche mirate all’inserimento occupazionale dei cittadini. Analogo il percorso intrapreso dall’Alleanza contro la povertà che, nelle parole del rappresentante Rossini, sta “mettendo a punto un documento da presentare al ministero”.

Famiglie numerose e disabili

I dati più recenti inerenti al reddito e alla pensione di cittadinanza provengono dall’’Osservatorio statistico Inps. L’aggiornamento del 7 gennaio 2020 fotografa un’evidente discrepanza fra i nuclei familiari e i single o le coppie senza figli. Gli interventi futuri saranno indirizzati a sanare l’asimmetria di aiuti rilevata visto che sono le famiglie più numerose e quindi bisognose a ricevere meno sussidi. La scala di equivalenza cui si ricorre per determinare il reddito di cittadinanza si differenzia dall’Isee e attualmente pende a favore dei single. Ne deriva che il single percepisce un sussidio massimo di 500 euro, mentre il coefficiente viene aumentato di 0,4 per ogni membro maggiorenne.

Nucleo familiare

Nel caso in cui all’interno del nucleo familiare figuri un minore il coefficiente scende a 0,2, per aumentare al 2,2 nell’evenienza di un disabile. Il contributo massimo si aggira attorno al coefficiente dii 2,1 pertanto per ogni figlio minorenne si percepisce un misero 20% in più. In soldoni, se ai single  si eroga  in media un contributo di 391 euro, alle famiglie con quattro membri o addirittura con 6 un assegno di 600 euro. La sproporzione non viene meno nel caso di nuclei familiari con disabile per i quali il sussidio  medio si aggira attorno ai 487 euro.



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