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MILANO – La proroga degli ammortizzatori sociali e una selettività nella proroga del blocco dei licenziamenti, in scadenza alla fine di marzo. Sono i temi forti del nuovo decreto Ristori, il quinto, che seguirà il nuovo scostamento di bilancio da 32 miliardi. Sul primo fronte, secondo quanto filtra alle agenzie il governo lavora a una ipotesi di estesione rafforzata della Cig Covid: si andrebbe fino a 26 settimane per assegno ordinario e cassa in deroga, un allungamento rispetto alle 18 settimane delle quali si era parlato nei giorni scorsi e a cui aveva fatto riferimento Nunzia Catalfo, titolare del Lavoro. In parallelo si dovrebbe anche confermare l’esonero contributivo alternativo all’utilizzo della cassa Covid, per chi fa rientrare i dipendenti al lavoro.

“Siamo consapevoli della necessità di un intervento perequativo per coloro i quali sono stati sacrificati dai criteri che hanno consentito la rapida erogazione dei ristori. Di questo, così come del necessario prolungamento del sostegno all’economia per i settori colpiti dalle nuove misure restrittive si occuperà il prossimo decreto”, ha spiegato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso dell’audizione nelle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla richiesta del nuovo scostamento da 32 miliardi.

Gualtieri: “Mobilitati 108 miliardi anti-Covid, solo la Germania ha fatto tanto”

Gualtieri ha innanzitutto fatto il punto sulle iniziative prese fin qui. Davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, ha sciorinato i numeri: “Nel 2020, in termini di indebitamento netto, il settore delle imprese, considerando anche gli interventi fiscali, ha beneficiato di interventi per oltre 48 miliardi; al lavoro e al sociale sono stati destinati circa 35 miliardi; agli enti territoriali sono stati destinati oltre 12 miliardi di euro; la sanità ha ricevuto maggiori risorse per oltre 8 miliardi; i servizi pubblici e sociali sono stati potenziati con ulteriori 4,5 miliardi”. Complessivamente ha rivendicato misure “pari a circa il 6,6% del Pil, 108 miliardi a cui si aggiungono 300 miliardi di crediti oggetto di moratoria e 150 miliardi di prestiti garantiti erogati: si tratta di uno degli interventi più rilevanti in Europa e paragonabile per entità solo a quello messo in campo dalla Germania”. Soltanto il totale di ristori e contributi a fondo perduto “supera 10 miliardi”.

Per quel che riguarda il prossimo testo, “l’ultimo nelle intenzioni del governo”, oltre al sostegno delle attività in difficoltà, Gualtieri ha citato i settori dei trasporti e le strutture sanitarie per quel che riguarda la distribuzione dei vaccini come ambiti sui quali si andrà a lavorare con il nuovo Ristori. Confermata la “rimodulazione” dell’attività di riscossione per evitare assembramenti agli sportelli delle Entrate e per “ridurne l’impatto” economico.

Misiani: Blocco licenziamenti per settori in crisi

Del testo ha parlato anche il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, che intervenendo su Radio 24 ha confermato le recenti notizie sull’impostazione del decerto. A cominciare dal superamento del criterio dei codici Ateco per distribuire le risorse tra le aziende colpite dalla pandemia. “Ci stiamo orientando – ha spiegato Misiani – verso un intervento generalizzato che superi la logica dei codice Ateco e dei colori delle regioni ma guardi alla perdita di fatturato e agli aiuti già ricevuti, perché una serie di realtà hanno ricevuto aiuti consistenti mentre altri in misura minore e purtroppo alcuni non hanno ricevuto alcun aiuto. Noi abbiamo il dovere di dare una mano innanzitutto a chi ha avuto di meno nel corso del 2020”.

Sulla perdita di fatturato per accedere ai ristori, la soglia del 33%, ha detto ancora Misiani, “è quella che abbiamo usato in tanti interventi ed è la soglia che abbiamo stabilito di intesa con l’opposizione anche per la decontribuzione del lavoro autonomo e dei professionisti, che noi vogliamo completare con il ristoro aggiungendo un altro miliardo e mezzo a quello già stanziato in legge di bilancio. E’ possibile che questa sia la soglia di riferimento”. Ha lasciato aperto il discorso a diverse soglie, invece, Gualtieri: “Segnalo che le soglie in altri paesi sono molto alte, per esempio in Francia dal 50% al 75%. Sono favorevole a uscire dal perimetro dei codici ateco e studiare criteri più generali – ha detto – ma questo richiede soglie adeguate perchè dobbiamo utilizzare risorse che non sono infinite”. Sempre Gualtieri ha fatto intendere che, a differenza del passato, la base di calcolo per la perdita di fatturato non sarà il confronto tra aprile 2020 e 2019, che è stata utile per esser tempestivi. Ora, però, serve “un intervento perequativo” con una “valutazione ex post che possa prendere un intero anno” per vedere “numeri alla mano” come “ripianare gli eventuali limiti e situazioni di penalizzazioni”.

Quanto al blocco dei licenziamenti, Misiani ha spiegato che se da una parte “non possiamo permetterci un’ondata di licenziamenti” dall’altra “non possiamo nemmeno andare avanti con la logica esclusivamente di emergenza. Credo che il blocco dei licenziamenti debba essere prorogato per i settori maggiormente in crisi mentre chi ha recuperato i livelli del 2019 credo che debba lavorare ritornando progressivamente alla normalita”. Parole in linea con quanto ha poi spiegato Gualtieri in audizione, dove ha parlato si “selettività” e con la proroga in alcuni settori e ritorno “alla normalità in settori meno impattati”.



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