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(Teleborsa) – Annunciata per lo scorso 18 gennaio, e poi rimandata a data da destinarsi, l’apertura degli impianti continua a slittare e la possibilità che il Covid si mangi l’intera stagione sciistica con una chiusura prorogata oltre il prossimo 15 febbraio si fa sempre più concreta. Solo pochi giorni fa l’assessore alla montagna di regione Lombardia, Massimo Sertori, ha stimato per l’industria della neve oltre 10 miliardi di euro di perdite di fatturato e una crisi che mette a rischio il futuro di centinaia di piccole e medie imprese e di oltre 75mila posti di lavoro.

È in questo scenario che oggi, su proposta della Regione Lombardia, è stata inserita nei lavori della Conferenza delle Regioni – che ha discusso oggi anche di linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte di sciatori amatoriali – la richiesta di uno stanziamento di 4-5 miliardi di euro al settore del turismo legato alle stazioni sciistiche da inserire nel decreto legge Ristori.

Nel dettaglio il piano presentato dalle Regioni prevede la costituzione di un Fondo ristori per gli operatori economici del settore del turismo invernale legato alle stazioni sciistiche e ulteriori interventi una tantum a compensazione del mancato reddito per i lavoratori del medesimo settore.





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