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L’abbiamo sempre conosciuto come Salini Impregilo (MIL:SAL), ma il marchio storico del colosso italiano delle costruzioni va in soffitta. Il consiglio di amministrazione ha dato l’ok alla nuova denominazione: WeBuild. Ora si attende l’ok dei soci per vedere immediatamente operativa l’azienda sotto l’insegna WeBuild.

Cosa sta nascendo

C’è un processo di aggregazione con altre realtà nel mondo delle costruzioni. Gli investimenti da farsi in Italia per le opere infrastrutturali sono sempre maggiori e fare sinergia è una delle soluzioni da prendere in considerazione. Salini – Impregilo è al centro di un discorso di ampie vedute. Progetto Italia è un modo per creare un gruppo per dimensioni e solidità capace di battere la concorrenza internazionale sui mercati di tutto il mondo.

La strategia

Questa rivisitazione non solo di nome ma anche di partner è propedeutico per guardare con un occhio diverso alle sfide future delmercato delle costruzioni di dimensioni significative. Si stima che tra il 2020 e 2023 ci sono in ballo quasi 18.000 miliardi di euro. Rispetto alla cifra prima indicata ben 630 miliardi di euro sono appetibili per il colosso italiano.

La nuova creatura WeBuild

Per farsi largo sul mercato internazionale si è scelto un nome inglese: WeBuild che tradotto nella nostra lingua significa Noi costruiamo. Semplice, di impatto, che arriva al cuore e fa capire in due parole la mission aziendale. Questo passaggio è costato 600milioni di euro tramite aumento di capitale e portato un diverso assetto finanziario.

I numeri di WeBuild

Siamo a 35mila dipendenti, il prossimo passo già annunciato è l’acquisizione di Astaldi. Ma non è una tappa di arrivo, anzi: l’obiettivo è di arrivare a un giro d’affari di 14 miliardi di euro con un portafoglio ordini di oltre 60 miliardi.

WeBuild ha una eredità da Salini Impregilo non da poco. Sul piano internazionale un quarto del fatturato viene dagli Usa, poi dai paesi del Medio Oriente, dall’Italia, da Asia e Australia.

Chi c’è al fianco di Salini

La famiglia Salini, controlla la società con una partecipazione del 44%, tra i soci principali ci sono investitori istituzionali stranieri oltre alla Cassa Depositi e Prestiti con il 18% e tre banche italiane:Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco BPM, alle quali congiuntamente fa capo circa l’11% di WeBuild.

Approfondimento

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