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MILANO – Difficilmente la stagione sciistica ripartirà il prossimo 7 gennaio. L’indicazione arriva direttamente dagli operatori del settore, secondo cui il livello dei contagi ancora alto non consente l’apertura degli impianti. “Aprire il 7 gennaio è un’utopia. Con una situazione sanitaria così compromessa non ha senso pensare di riaprire gli impianti. Se cala il contagio possiamo ipotizzare un’apertura tra il 20 e il 30 gennaio, non prima”, ha detto all’Ansa Valeria Ghezzi, presidente dell’Associazione nazionale esercenti funiviari, in merito all’avvio della stagione sciistica. “Ora dobbiamo puntare ad avere un protocollo, che è fermo al Cts, poi penseremo ad individuare una data certa per la riapertura” ha aggiunto.

Lo stop agli impianti era arrivato, non senza polemiche, alla fine del mese di novembre, con il governo che a inizio dicembre aveva annunciato che non avrebbero riaperto fino alla conclusione delle festività, quindi dopo il 6 gennaio. Una scadenza che ormai sembra però molto difficile da rispettare. E per gli operatori ora il nodo ora resta quello dei ristori. “Io ho l’impressione che a Roma non abbiano ancora capito come funziona l’economia dello sci”, aveva detto Ghezzi nei giorni scorsi al Trentino.”Lo comprendo, il nostro è un settore particolare, che in quattro mesi fa tutto il fatturato di un anno. Il governo ci ha chiesto di poter avere un quadro dei costi che abbiamo sostenuto finora. Poi più nulla”



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