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Basta interventi a pioggia: va bene agevolare i cittadini colpiti dal terremoto del centro Italia, ma con misure mirate. Così l’Arera, l’autorità nel settore dell’energia, si è rivolta a Parlamento e governo. La sospensione delle bollette durerà fino al 31 dicembre 2020 ed è un provvedimento che era stato prorogato a fine 2018. La legge 104 del 2020 consentirebbe ad Arera di prorogare ancora una volta i termini, ma è la stessa autorità che ha preferito non esercitare questo potere. Perché, in sostanza, sarebbe andata oltre il proprio compito.

Per questo Arera propone di cambiare paradigma e di mettere la parola “fine” alla sospensione delle bollette per tutti i residenti dei 138 Comuni del cratere, in modo indistinto. Per diversi motivi. Anzitutto c’è un tema di equità: l’autorità infatti ha ricordato che in casi simili (cittadini colpiti da calamità naturali) la sospensione era durata massimo 36 mesi, mentre in questo caso siamo già arrivati a 48 mesi. C’è poi un discorso puramente economico, perché sospendere il pagamento delle bollette non significa cancellarlo. E allora ecco che “procrastinare ulteriormente l’invio delle bollette determinerebbe un debito ancor più rilevante che dovrà poi essere corrisposto alla ripresa della fatturazione”. È vero che il provvedimento del governo prevede che non vengano pagati gli oneri di sistema, i costi di rete e altre voci che compongono circa il 50% della bolletta, ma la restante metà resta dovuta. E mese dopo mese, la somma aumenta.

La proposta di Arera è che governo e Parlamento approvino una legge per agevolare solo “gli utenti in effettivo stato di bisogno, tra i quali rientrano con certezza” i cittadini che ancora vivono in abitazioni provvisorie come le Sae (soluzioni abitative d’emergenza). L’autorità insomma passa la palla alla politica, che dovrà prendere decisioni “per via legislativa, definendo puntualmente i beneficiari, la durata e  il livello di agevolazione”.

Le agevolazioni a pioggia, in realtà, non sarebbero consentite dall’ultima legge, che ne impedisce l’accesso ai cittadini – pur all’interno del cratere – con casa agibile. Il problema, spiega Arera, è che non esistono dati certi che consentano di distinguere le utenze agibili da quelle inagibili, e così le società di energia hanno deciso di sospendere le fatture per tutti. Il sospetto, però, è che del beneficio stiano usufruendo molto più cittadini di quanti ne abbiano diritto: “Dai dati in possesso di Arera risulta che soltanto una piccola percentuale degli aventi diritto abbia presentato la necessaria dichiarazione di inagibilità all’Agenzia delle entrate”. Peraltro chi ha la casa inagibile può disattivare la fornitura in modo totalmente gratuito, e riattivarla sempre gratis. È arrivato il tempo di decisioni impopolari. E Arera chiede che siano governo e Parlamento ad assumersene la responsabilità.



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