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I buoni pasto e gli straordinari sacrificati con lo smart working. A febbraio con la fine dello stato di emergenza potrebbero cambiare le regole del lavoro agile che, per poter essere applicato, necessita di un accordo tra datore e lavoratore.
E in caso di lavoro agile non vengono erogati ai dipendenti né buono pasto, né straordinari. Il governo starebbe così valutando la possibilità di introdurre un bonus spese che vada a sostituire i buoni pasto, gli straordinari e anche le spese per le utenze per chi aderisce al lavoro agile.
L’indiscrezione arriva da Repubblica. “Partendo dal principio che il lavoratore in smart working non deve perdere neanche un centesimo, noi pensiamo che si possa prevedere un rimborso forfettario delle spese, anche perché lo smart working, a differenza del lavoro agile, non prevede che le utenze e la postazione presso l’abitazione del lavoratore siano a carico del datore di lavoro», ipotizza Tiziana Cignarelli segretario generale di Codirp, sindacato dei dirigenti pubblici.
Anche in Germania si è pensato ad un bonus per incoraggiare l’home office, e il governo di Angela Merkel ha introdotto uno sgravio da 5 euro al giorno che si potrà scaricare dalle tasse sia per il 2020 sia per il 2021 con tetto massimo che il governo ha fissato a 600 euro





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