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sostenibilità

La società approda sulla piattaforma di finanza sostenibile gestita dal Nasdaq. Il ceo Alverà: la finanza sostenibile uno dei pilastri della strategia di sviluppo di Snam

di Celestina Dominelli

Marco Alverà: «Investiamo nell’idrogeno e usiamo il Recovery Fund per progetti ad alto impatto»

La società approda sulla piattaforma di finanza sostenibile gestita dal Nasdaq. Il ceo Alverà: la finanza sostenibile uno dei pilastri della strategia di sviluppo di Snam

2′ di lettura

Snam compie un passo avanti sul fronte della sostenibilità. La società guidata da Marco Alverà ha infatti aderito al Nasdaq Sustainable Bond Network, la piattaforma sulla finanza sostenibile gestita dal Nasdaq che riunisce investitori, emittenti, banche d’investimento e organizzazioni specialistiche. L’adesione al Network, ufficializzata dalla proiezione del logo di Snam sulla Nasdaq Tower di Times Square a New York City, permetterà alla società di ampliare ulteriormente la platea di potenziali investitori internazionali attenti ai temi di sostenibilità.

Alverà: la finanza sostenibile uno dei pilastri della strategia di Snam

«L’ingresso nel Sustainable Bond Network – ha commentato il numero uno Alverà – è un importante riconoscimento dell’impegno e della leadership di Snam nella finanza sostenibile, il cui peso è destinato a crescere dal 40 al 60% dei finanziamenti a disposizione dell’azienda nell’arco del piano strategico al 2024. La finanza sostenibile è infatti uno dei pilastri della strategia di sviluppo di Snam e dei nostri investimenti nella transizione energetica per contribuire in maniera attiva a un mondo a zero emissioni».

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Le iniziative intraprese dalla società

Dopo essere stata la prima azienda europea a lanciare, nel 2019, un climate action bond da 500 milioni di euro, Snam è stata uno degli apripista dei nuovi transition bond con due emissioni, rispettivamente da 500 e 600 milioni di euro, nel corso del 2020.

Il peso dei fondi socialmente responsabili nel capitale di Snam

Una svolta chiara, dunque, che non ha mancato di registrare il positivo riscontro da parte degli investitori e, in particolare, di coloro che i operano le loro scelte di investimento sia sulla base delle performance finanziarie sia e soprattutto in base a criteri etici, sociali ed ambientali. Non a caso, a fine dicembre 2019 (ultimo dato disponibile), il peso complessivo dei fondi d’investimento che includono nelle loro scelte d’investimento anche criteri Sri (fondi socialmente responsabili) si attesta al 13,3% rispetto al totale degli investitori istituzionali.



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