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Stellantis debutta anche a Wall Street dopo la calda accoglienza ieri e oggi a Milano e Parigi. In avvio sul Nyse il titolo del gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA ha segnato rialzi nell’ordine dell’11%.

Le parole di Tavares ed Elkann

Il ceo del nuovo gruppo, Carlos Tavares, in una conferenza stampa virtuale, ha rimarcato che il gruppo prevede di raggiungere entro il 2024 ben l’80% dei 5 miliardi di euro di sinergie annue previste. Circa il 40% delle sinergie proverrà dalla produzione, il 35% dagli acquisti e il 25% dall’ottimizzazione generale dei costi.
Tavares ha inoltre ribadito che non è nelle intenzioni del nuovo gruppo procedere alla chiusura di alcun stabilimento. “Perseguiremo i nostri obiettivi senza distruggere occupazione”, sono state le parole del ceo.
Entro il 2025 tutti i nuovi modelli avranno una versione elettrica. L’obiettivo è realizzare 39 modelli elettrici entro la fine del 2021, rispetto ai 29 attuali. Intervenuto alla prima conferenza stampa post-fusione, Tavares ha rimarcato che ancora non è stata presa una decisione sul possibile ritorno del marchio Peugeot negli Stati Uniti.
Il ceo di Stellantis mostra idee chiare su cosa fare con il marchio Fiat. I nuovi modelli del marchio leader in Italia andranno a seguire lo stesso percorso fatto in Germania con la nuova Opel Corsa. A detta di Tavares l’economia di scala che si avrà con il nuovo gruppo Stellantis permetterà di produrre con maggiore efficienza e quindi di salvaguardare il marchio Fiat.
Il presidente del gruppo, John Elkann, ha affermato: “La nostra dimensione operativa ci fornisce le risorse per investire in tecnologie all’avanguardia, ci permette di distinguerci grazie alle nostre eccellenze e di proporre un’offerta senza eguali. Il nostro più grande vantaggio competitivo è rappresentato, sin dal primo giorno, dalla diversità geografica e culturale delle persone che lavorano in Stellantis”.

Il nodo Cina

Tra i nodi del nuovo gruppo a livello geografico, è la scarsa presenza in Asia e in particolare nel ricco mercato cinese. In un’intervista concessa a Repubblica il ceo Tavares non nasconde il problema Cina. “Guardando le cifre si capisce che non stiamo facendo abbastanza in Cina. Metteremo al lavoro un’equipe strategica di alti dirigenti di Stellantis che ci proporrà diverse soluzioni; noi sceglieremo la migliore da proporre al comitato esecutivo e al board di Stellantis”. Da questa analisi nascerà una nuova strategia per la Cina contenuta nel piano industriale. 

Analisti scommettono su ulteriore upside, UBS pone target a 21 euro

Intanto, il titolo Stellantis ha fatto la voce grossa anche oggi chiudendo a +2,6% dopo essere arrivato a segnare oltre +5% sopra quota 14 euro.
Gli analisti mettono mano alle valutazioni sul nuovo gruppo e Intesa Sanpaolo dice buy indicando un target price di 17,8 euro dai 16 euro indicati precedentemente per FCA. Rispetto alla chiusura di ieri, il target implica un upside potenziale del 32% circa. “Continuiamo a vedere una forte ratio industriale e finanziaria alla base della creazione di Stellantis, il cui divario di valutazione rispetto ai suoi concorrenti è destinato a chiudersi con la progressiva esecuzione del processo di integrazione tra FCA e PSA”, rimarcano gli esperti di Intesa Sanpaolo che nella sua valutazione a 17,8 euro comprende 1,7 euro di upside rappresentato dal rialzo relativo alle sinergie annunciate, il cui impatto è stato inserito in maniera conservativa solo al 50% in attesa della divulgazione del piano industriale di Stellantis, atteso per la prima metà dell’anno.
Ancora più abizioso il target price indicato da Ubs che avvia copertura sull’azione con buy e target price a 21 euro.

Immatricolazioni di fine 2020, sovraperformance in UE per FCA+PSA

Intanto, a dicembre, nonostante le immatricolazioni del mercato europeo (UE+EFTA+UK) siano calate del 4% a 1,09 mln di unità (-24,5% nel 2020 a 10,8 mln), Stellantis ha sovraperformato crescendo del 4% a/a a 234 mila unità (-29% sull’intero 2020 a 2,42 mln unità) grazie alla sovraperformance sia di
FCA (+8% a/a a 75 mila unità; -26% nel 2020 a 700mila) che PSA (+2% a/a a 159 mila unità; -30% nel 2020 a 1,72 mln di unità). Nel 4° trimestre Stellantis ha registrato un calo solo del 3% a/a a 693 mila unità.





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