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Tra le strategie di investimento quelle difensive richiedono  titoli specifici.  Ecco  alcuni esempi di azioni per un portafoglio difensivo.

Quando si investe è bene conoscere il proprio profilo di rischio. Infatti non tutti amano cavalcare l’onda dell’incertezza sul mercato azionario.

Investire nel mercato più remunerativo

Da sempre considerato il mercato più remunerativo, quello dei titoli azionari è anche quello potenzialmente più rischioso. In realtà è facile guadagnare in borsa se si riesce a gestire il livello di rischio, abbassandolo. Per riuscire a fare questo è bene attuare  strategie di investimento con un approccio difensivo.

Rialzo delle quotazioni

Ieri i mercati azionari statunitensi hanno continuato a salire nonostante il pericolo di una possibile messa in stato d’accusa da parte del Congresso verso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il motivo di questo rialzo delle quotazioni è facilmente intuibile. In realtà l’impeachment potrebbe essere soltanto una non notizia dal momento che il Senato, a maggioranza repubblicana, certamente voterà  in modo da salvare il presidente.

Strategie di investimento per un portafoglio difensivo

Ma il 2020 resta comunque un anno di elezioni presidenziali il che, sullo sfondo di una società come quella americana, divisa in due dalle scelte politiche potrebbe portare ad una possibile volatilità. Anche senza parlare di recessione, o catastrofe, è sempre bene attuare strategie per un portafoglio difensivo

in modo da rafforzare il capitale con alcuni titoli sicuri. Per essere più precisi titoli che dovrebbero essere in grado di rimanere a galla in caso di un’improvvisa tempesta, mentre la maggior parte dei mercati azionari scende.

Le azioni per un portafoglio difensivo

Tra le azioni per un portafoglio difensivo la scelta potrebbe cadere sulla casa di produzione del topolino più famoso del mondo, Disney (NYSE:DIS). Se non altro per il suo archivio contenuti, il nuovo canale Disney+ oppure per i parchi a tema. Un esempio dell’efficienza del titolo arriva dalla strategia di taglio dei costi arrivata con la crisi del 2008. Una strategia che ha permesso un totale recupero a distanza di nemmeno un anno dal crollo. Recupero che si è trasformato in un +16% in 3 anni. Proprio mentre, nello stesso periodo, l’S&P 500 era ancora in calo del 14% rispetto ai livelli di precrisi.



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