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ROMA – Costretti a lavorare da casa. E’ così che è andata e continua ad andare per molti professioni. E non solo per loro. L’Italia degli uffici è chiusa, causa coronavirus. Un assaggio di smart working che in alcuni casi funziona in altri può essere un fattore di stress (anche perché non tutte le aziende erano organizzate per un tipo di lavoro che non è solo stare a casa e collegarsi col computer). E’ molto altro. Ma tant’è la saluta ha la precedenza. Anche quella mentale però è salute e in molti casi ne risente. O almeno è quanto emerge da un’indagine della piattaforma Linkedln, che ha stilato anche una guida per far sì che un lieve malessere non si trasformi in una paranoia. E sì perché i membri della piattaforma non fanno che parlare della fatica del lockdown tra loro. Per un buon 46% ansia e stress sono una costante. Il 18% dice apertamente che la sua salute mentale è stata messa a dura prova lavorando da casa. Il 28% trova difficile concentrarsi. E quasi la metà (il 45%) dichiara che casa e lavoro gli hanno impedito di fare esercizio fisico. C’è poi un altro aspetto che ha a che fare con il datore di lavoro: il 63% ha dichiarato di non ricevere alcun sostegno da parte dell’azienda per il suo benessere fisico. 

Che fare? Difficile rispondere. Ci prova Cameron Veasey, esperto di Linkedln che stila alcune best practice per chi si sente stressato o ansioso. Pochi e chiari consigli, che l’Ordine degli psicologi trova fondati.

Stabilire dei confini. Un passo utile per famiglia colleghi. Come? Fissare un inizio e una fine del lavoro che sia ben chiara ogni giorno, dicendo addio alle ore extra sul lavoro. Il vantaggio? Più tempo per sé stessi e una prevenzione del burnout.

Prendersi delle pause. E’ importante allontanarsi dallo schermo, magari utilizzando la pausa prenzo: un po’ di tempo per ricaricarsi e concentrarsi prima di affrontare le prossime voci sulla lista delle cose da fare. Tra l’altro anche la legge obbliga a prendere qualche pausa dallo schermo.
 
Tempo per se stessi. Uno dei modi migliori è iniziare la giornata con una passeggiata di 30 minuti all’aperto. Questo permetterà di fare un po’ di esercizi e un po’ di tempo per riflettere e rilassarsi prima di iniziare la giornata. O una mezz’ora di meditazione se non si vuole uscire ancora.

Il controllo. Ci sono eventi che abbiamo il potere di influenzare, altri che non possiamo controllare. E’ importante conoscere e capire la differenza. Se ci si sente in ansia o stressati per un evento futuro (siamo nel tempo della pandemia e dell’incertezza) è bene farsi una domanda: posso controllarlo? Se la risposta è no allora tanto vale accettare il fatto che non avrai il potere di cambiarne il risultato. Stress e ansia se ne andranno più facilmente.

Utilizza le risorse gratuite attualmente disponibili. La salute fisica e mentale può essere curata anche attraverso la Rete (fino a un certo punto…aggiungiamo noi). Ma è vero che si può rimanere in contatto con gli amici, così come ci sono corsi gratuiti di fitness, yoga o altro che possono aiutare a rimanere in forma. Certo significa sempre stare di fronte a uno schermo. 

Ma d’altra parte c’è una pandemia e gli effetti non vanno nascosti. La letteratura scientifica ci dice che gli effetti psicologici delle emergenze sanitarie persistono ben oltre la durata effettiva della crisi – spiega Laura Parolin, vicepresidente degli Ordine degli psicologi – lavorare da casa mantenendo un buon equilibrio tra lavoro e vita privata è solo uno degli aspetti che influisce sul nostro benessere e sui crescenti livelli di stress. I consigli di LinkedIn sono molto utili per gestire lo stress e l’ansia quando si lavora da casa. Tuttavia – aggiunge Paolin – se è difficile identificare la fonte dello stress, suggeriamo di chiedere consiglio a psicologi professionisti”. Sulla Rete, per esempio, anche se spesso la Rete non può tutto.





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