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Il piano di acquisto di azioni proprie è stato alzato da 15 miliardi di dollari a 25 miliardi di dollari in due anni. La società ha a disposizione liquidità per 75 miliardi di dollari. Tobi Xu, vice Cfo: “L’attuale quotazione non riflette il valore della società”.

Nuovo piano di acquisto di azioni proprie da 25 miliardi di dollari.

Alibaba ha comunicato un drastico potenziamento del suo piano di buyback portandolo da 15 miliardi di dollari a 25 miliardi di dollari, che saranno investiti nell’arco dei prossimi due anni nel riacquisto di azioni proprie e di Adr (American depositary receipt) quotati a Wall Street. L’annuncio è stato accolto con entusiasmo dagli investitori: a Hong Kong stamattina il titolo ha chiuso in rialzo dell’11,2% a 110,2 HKD.
Con questa mossa il board di Alibaba spera di dare un’ulteriore spinta alla ripresa delle quotazioni, che dopo 17 mesi di rovinosa caduta hanno finalmente iniziato risollevarsi a partire dallo scorso mercoledì 16 marzo, quando con un intervento a sorpresa il vice premier cinese Liu He ha annunciato la fine del giro di vite del governo sui giganti della web economy cinese. Liu He ha anche parlato dell’impegno di Pechino a sostenere l’economia e a favorire la stabilità dei mercati.

Quotazioni in crescita del 38% nelle ultime cinque sedute.

Dopo le dichiarazioni del potente uomo politico, stretto collaboratore di Xi Jinping per gli affari economici, le quotazioni di Alibaba sono salite a Wall Street del 38% nelle ultime cinque sedute. Negli scambi odierni del pre-market il titolo guadagna l’8% a 112 dollari.
Questa è la seconda volta nel giro di un anno che Alibaba decide di aumentare l’impegno nel piano di buyback, che lo scorso agosto era stato potenziato da 10 a 15 miliardi di dollari.
Dal massimo storico del 23 ottobre 2020 a oggi le azioni Alibaba sono scese del 66% e in questi 17 mesi il buyback (utilizzati 9,2 miliardi di dollari) ha potuto fare ben poco per arrestare la fuga degli investitori, spaventati dalla determinazione con cui il governo cinese ha attuato una serie di misure volte a ridurre il potere dei giganti della web economy.

17 mesi di sofferenza per i giganti della web economy cinese.

Tutti i grandi nomi del settore sono finiti sotto il torchio, ma la prima ad essere colpita è stata Alibaba nell’autunno 2020, dopo che il fondatore Jack Ma si era permesso di criticare pubblicamente il sistema di sorveglianza cinese del mercato finanziario. Nel giro di pochi mesi Alibaba fu costretta a rinunciare alla programmata Ipo della controllata Ant, società dei pagamenti e dei servizi finanziari, e si vide appioppare una maxi-multa da 2,8 miliardi di dollari per comportamenti contro la concorrenza. Altri provvedimenti sono seguiti per tutto il settore dell’e-commerce, con norme più severe per la tutela della concorrenza e per la tutela dei lavoratori.

Concorrenza più forte, rallenta la crescita.

Di conseguenza, in questi 17 mesi Alibaba ha dovuto fronteggiare un aumento della concorrenza e un calo dei consumi in un mercato diventato più maturo. Il quarto trimestre del 2021 si è chiuso con ricavi in crescita solo del 10% sullo stesso periodo dell’anno precedente, il tasso di sviluppo più basso nella storia di Alibaba che da quando è quotata (2014) non aveva mai registrato tassi di crescita inferiori al 20%.
Toby Xu, vice Cfo di Alibaba, ha detto stamattina che l’attuale quotazione di Alibaba “non riflette il valore della società, tenuto conto della salute finanziaria del gruppo e dei piani di espansione”. Fra liquidità e investimenti finanziari a breve termine, alla fine del 2021 Alibaba aveva a disposizione 75 miliardi di dollari.

La nuova visione strategica del Ceo Zhang.

L’impiego di liquidità a favore del buyback invece che per nuovi piani di espansione si inquadra nel nuovo orientamento strategico del gruppo. In una recente conference call con gli analisti il Ceo Daniel Zhang ha detto: “Ormai abbiamo catturato tutti i consumatori con potere di acquisto in Cina, per cui adesso il nostro obiettivo non è più di acquisire nuovi utilizzatori della nostra piattaforma di e-commerce, ma di trattenere quelli che abbiamo e fare aumentare i ricavi per utilizzatore”.
Dopo la caduta delle quotazioni di Alibaba, il titolo del gigante cinese, numero uno al mondo dell’e-commerce, è decisamente più a buon mercato dell’azione Amazon (NASDAQ:). Alle quotazioni odierne, Alibaba vale 23 volte gli utili previsti per il 2022, contro le 66 volte di Amazon. Il Valore d’impresa (Enterprise Value) di Alibaba è 1,69 volte i ricavi stimati per il 2022, quello di Amazon è 2,9 volte.
Su 46 analisti che coprono Alibaba, 39 consigliano di comprare le azioni e la media dei target price è 165 dollari, un prezzo più alto del 60% rispetto alla quotazione attuale, ma che è circa la metà della quotazione di Alibaba di 17 mesi fa.

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