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Tassa una tantum sui conti correnti con più soldi? Ecco la soluzione, per chi ha il timore di una tassa una tantum che penalizzi i depositi oltre una certa cifra.

Pericolo prelievi forzosi sui conti correnti più ricchi? Ecco la soluzione

Una delle scelte che i Governi possono adottare per fare cassa subito, c’è quella di mettere una tassa una tantum sui conti correnti. Ma solo quelli con depositi oltre una certa cifra, i depositi più ricchi. Una strategia per evitare di colpire i risparmiatori più poveri, con i risparmi più limitati. E allora la soluzione può essere una sola, quella di lasciare sul conto corrente solo il minimo indispensabile. Investire i soldi in uno strumento finanziario sicuro ed affidabile: i Titoli di Stato

Per evitare la tassa una tantum sui conti correnti con più soldi puntare sui titoli di Stato

Pericolo prelievi forzosi sui conti correnti più ricchi? Ecco la soluzione: puntare sui Titoli di Stato. Sicuri, liquidi, facilmente acquistabili e vendibili, in tempo reale. Sono lo strumento adatto per parcheggiare il capitale in un luogo che non sia un conto corrente. Tra l’altro hanno il non disprezzabile pregio di rendere molto di più di un conto corrente, fosse anche il più remunerato. La scelta è varia, dai Buoni del Tesoro Poliennale, ai CTZ, ai CCT ai BTP. Molto dipende dall’obiettivo temporale, da quanto a lungo si vogliono lasciare in parcheggio. Vediamo di dare qualche dritta

Titoli di Stato per parcheggiare capitali in fuga dal conto corrente. Quelli senza cedola

Pericolo prelievi forzosi sui conti correnti più ricchi? Ecco la soluzione, dei titoli senza cedola. I BOT sono i titoli di Stato per eccellenza, i più amati dagli italiani. Hanno una durata massima di 12 mesi. Sul mercato di Borsa si possono acquistare sul Mercato MOT. A scadenza per ogni BOT vengono restituiti 100 centesimi.

Il guadagno è maggiore quanto minore è il prezzo di acquisto.

I CTZ (Certificati di Credito Zero coupon), funzionano come i BOT ma hanno una durata superiore a 12 mesi. Ciò non significa che non se ne possa trovare sul mercato con una durata residua molto inferiore all’anno. Zero coupon perché non distribuiscono cedola. A scadenza per ogni CTZ vengono restituiti 100 centesimi. Il guadagno è maggiore quanto minore è il prezzo di acquisto.

I titoli di Stato con cedola

Tassa una tantum sui conti correnti con più soldi? Ecco la soluzione dei titoli con cedola. I CCT (Certificati di  Credito del Tesoro) sono titoli di Stato pluriennali, quindi con durata oltre i 12 mesi. Ma come i CTZ, se ne possono trovare sul mercato con una durata residua molto inferiore all’anno. Distribuiscono cedole semestrali variabili, calcolate di volta in volta dal Tesoro. Se i tassi sul mercato salgono, le cedole sono più ricche, e viceversa. A scadenza per ogni CCT vengono restituiti 100 centesimi. Il guadagno deriva dalla differenza con il prezzo di acquisto e dalle cedole incassate.

I BTP, Buoni del Tesoro Poliennali, sono titoli di Stato la cui durata può arrivare fino a 30 anni. Attualmente sul mercato il BTP con la scadenza più lunga arriva al 2067 (Btp Tf 2,8% Mz67).  Ma sul mercato si possono trovare obbligazioni governative con durata residua anche inferiore all’anno. Offrono cedole semestrali fisse, calcolate all’atto dell’emissione. Pe esempio il BTP 2023 paga una cedola annuale del 9% (frazionata in 2 cedole semestrali del 4,5%). A scadenza per ogni BTP vengono restituiti 100 centesimi. Il guadagno deriva dalla differenza con il prezzo di acquisto e dalle cedole incassate.



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