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La crisi politica italiana riempie le pagine dei giornali e viene monitorata da vicino anche dai mercati, e dagli investitori. Diversi i commenti e gli scenari offerti da analisti, economisti e banche d’affari che si stanno focalizzando in queste ore sulla crisi in atto e sui possibili risvolti. Tra questi Morgan Stanley che nel report dal titolo “Italy Economics: Can the Government Hold?” ha affrontato il tema sotto diversi punti di vista, tra cui quello delle possibili elezioni. “Con l’ex premier Renzi che ha ritirato il suo partito dal governo, c’è il rischio che l’esecutivo italiano non riesca a ottenere la maggioranza parlamentare – scrivono gli economisti della banca Usa -. Anche se ciò non rientra nel nostro scenario base, il Paese potrebbe comunque andare ad elezioni anticipate che, secondo i sondaggi attuali, porterebbero ad un cambio di governo”.

Sul tema elezioni, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, valuterà se è possibile formare un governo sostenuto da una maggioranza parlamentare. Secondo Morgan Stanley l’esito più probabile vede il Premier Giuseppe Conte, il cui governo ha ancora una maggioranza alla Camera, trovare una nuova maggioranza al Senato per sostenere il suo governo nei voti chiave, magari con il sostegno di Italia Viva. Altre opzioni, tra cui un nuovo Premier, o elezioni anticipate, rimangono possibili.

Intanto la Lega resta in attesa dietro le quinte. “Se non si riuscirà a formare un governo con una maggioranza parlamentare sicura e si andrà alle elezioni anticipate, un cambio di governo sembra abbastanza probabile, visti i numeri più forti dell’opposizione, con la Lega di Salvini in testa nei sondaggi”, spiegano gli economisti aggiungendo che “nel caso di un governo che coinvolga il partito di Salvini, ci aspettiamo un aumento delle tensioni con l’UE, date le divergenze politiche, ad esempio in merito alle politiche migratorie”. Questo, rimarcano, potrebbe complicare l’implementazione del Recovery Fund, il quale prevede che l’UE fornisca risorse finanziarie all’Italia pari al 10% del Pil nei prossimi 5 anni.

Un’altra importante questione che torna sul tavolo è l’aumento del rischio politico europeo. Morgan Stanley sottolinea nel suo report odierno che il rischio politico del 2021 in Europa sembrava modesto, con elezioni programmate solo in Germania e nei Paesi Bassi, con avrebbero dovuto portare a cambiamenti di minor rilievo. Il riemergere del rischio politico italiano mette in discussione questa prospettiva: le elezioni anticipate sembrano possibili e probabilmente porterebbero ad un nuovo governo, meno allineato con l’UE.





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