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“Il mio rapporto con il presidente Xi è ottimo, lui rappresenta la Cina e io gli Stati Uniti, ma per il resto ci amiamo”: queste le parole del presidente statunitense Donald Trump durante il suo intervento al World Economic Forum di Davos lo scorso martedì.

Durante il suo intervento in Svizzera durato circa una mezz’ora, Trump ha rimarcato l’importanza dell’accordo commerciale concluso pochi giorni fa con la Cina, cogliendo l’occasione per ricordare quanto l’attuale governo abbia fatto crescere la propria economia da tre anni a questa parte. Il presidente americano è risultato molto positivo su una possibile conclusione anticipata della prossima fase di trattative con il presidente Xi.

Come ha riportato Class CNBC però, molti leader che hanno preso parte all’importante manifestazione svizzera, sembrano avere molti dubbi sul fatto che la prossima fase tra le due grandi potenze economiche possa concludersi prima della fine del mandato di Trump. Pure Ray Dalio, famoso fondatore della Bridgewater Associates, ha detto di non vedere un secondo accordo concluso entro tale data. I maggiori impedimenti al riguardo sono le tariffe statunitensi sui beni cinesi e gli impegni per costoro di acquistare più prodotti americani.

Inoltre, nel caso Trump perdesse le prossime elezioni presidenziali in data questo 3 novembre, nascerebbe una forte incertezza su come potrebbero procedere le negoziazioni con la Cina. Questo è uno scenario la cui realizzazione metterebbe in dubbio il risultato definitivo della trattativa.

Per di più, lo stesso presidente americano nelle settimane antecedenti la firma dell’accordo aveva lasciato intendere che la successiva fase di questa intesa sarebbe andata con molte probabilità oltre le prossime elezioni. Invece, contro le aspettative di tutti, in un’intervista rilasciata a FOX Business questo mercoledì, il presidente americano ha dichiarato: “L’accordo con la Cina è incredibile, inizieremo la Fase 2 molto presto”.

L’atmosfera che si è creata intorno a questo argomento negli ultimi giorni non esclude che Trump abbia intenzione di accelerare la conclusione della prossima fase, anticipandola rispetto alle aspettative, forse anche per provare a siglare un ulteriore accordo da parte della sua amministrazione in vista delle prossime elezioni.

L’unica cosa certa è che i preparativi per la “Fase 2” stanno per iniziare, come ha dichiarato più volte il leader americano. Per quanto riguarda il contenuto non si sa ancora molto. Il segretario del tesoro americano Steven Mnuchin in un’intervista rilasciata martedì nei confronti di “The Wall Street Journal” ha dichiarato che la prossima fase dell’intesa potrebbe non rimuovere tutte le tariffe sui beni cinesi, le quali invece, almeno in parte resterebbero.

Inoltre, nonostante la prossima fase dell’intesa stia già prendendo forma, questa potrebbe subire un brusco rallentamento qualora la Cina non vada a rispettare le condizioni fissate nella “Fase 1”. Gli Stati Uniti si sono infatti riservati la possibilità di introdurre unilateralmente nuovi dazi se la Cina non onorerà i suoi impegni entro i 90 giorni successivi alla stipulazione del patto.

Quest’ultimo punto non sembra preoccupare Trump, il quale si è mostrato fiducioso e sereno riguardo la conclusione definitiva dell’accordo con la Cina. Con la “Fase 2” conclusa prima di novembre, le probabilità di successo per la sua rielezione aumenterebbero drasticamente, sorprendendo tutti e invogliando Wall Street a toccare nuovi massimi, concludendo in modo scintillante il suo mandato.





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