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Quando sono cominciati gli scambi nel 2019, gli investitori speravano che i titoli avrebbero visto una ripresa dal terribile quarto trimestre del 2018. Ma Apple (NASDAQ:) (:AAPL) ha quasi rovinato tutto.

Il titolo è crollato di oltre il 32% dal massimo storico tra il settembre 2018 e la fine dell’anno. Ha visto un ulteriore crollo del 10% il 3 gennaio dopo aver annunciato che i risultati del primo trimestre fiscale sarebbero stati deboli, trascinando giù con sé l’intero mercato azionario.

Poi, Apple (NASDAQ:) ed il mercato azionario USA nel complesso hanno segnato una ripresa, spesso irregolare e, nel quarto trimestre, possente. Quando mancano solo due giorni di scambi per la fine del 2019, l’indice S&P 500, che al momento segna +29,25%, sembra destinato a registrare l’anno migliore dal 2013 e, forse, dal 1997.

UBER Weekly TTM

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L’indice Industrials schizza del 22,8%. Gli indici e NASDAQ 100 potrebbero segnare l’anno migliore dal 2009.

Le borse sono rimaste stabili nonostante gli ostacoli; la scintilla sono stati i titoli tech

I titoli azionari durante quest’anno hanno sopportato la volatilità causata da una serie di ostacoli: i tweet del Presidente Donald Trump sullo scontro commerciale USA-Cina, la Federal Reserve, il caso Mueller ed il possibile impeachment; il rialzo del prezzo del di un terzo rispetto ad un anno fa; i timori per come Facebook (NASDAQ:) e le altre grandi compagnie tech gestiscono le questioni relative alla privacy e le inserzioni politiche; il blocco dei Boeing (NYSE:) 737 MAX dopo i due incidenti, in Indonesia ed Etiopia, che hanno comportato la morte di 346 persone.

Il 2020 potrebbe essere un anno altrettanto forte. Ci saranno delle sfide, come l’eventualità che i possessori di grandi capitali pensino che i prezzi dei titoli alle stelle siano un problema.

I responsabili della ripresa del 2019 sono stati chiaramente i titoli tech.

Apple (NASDAQ:), Microsoft (NASDAQ:), Advanced Micro Devices), NVIDIA, Facebook (NASDAQ:), Qualcomm segnano impennate di oltre il 50%. L’indice registra un rimbalzo di quasi il 61%.

Alphabet ed Amazon.com (NASDAQ:) sembrano i più lenti, saliti di “solo” il 30% ed il 24% rispettivamente.

Vari fattori esterni alla tecnologia hanno contribuito a produrre questi rialzi straordinari:

  • La riduzione delle tensioni commerciali USA-Cina, con la fase uno dell’accordo commerciale che potrebbe essere firmata a gennaio. La Cina è un enorme mercato di esportazione per prodotti agricoli e chip per computer. Non c’è alcuna garanzia che le altre questioni, più complicate, saranno risolte.
  • I tassi di interesse più bassi dopo che la Federal Reserve si è resa conto che gli scontri commerciali stavano danneggiando le economie di tutto il mondo nonché le esportazioni USA. (I cinici potrebbero dire che la Fed si era stancata dei tweet di Trump). Comunque, il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni ha chiuso venerdì all’1,87%, il 30% in meno dalla fine del 2018. I titoli legati al settore immobiliare ed ai servizi pubblici sono schizzati di oltre il 20%.
  • Un’economia domestica soddisfacente, con la spesa dei consumatori da stabile a forte. Da cui derivano forti risultati e prezzi dei titoli in salita per nomi come Home Depot, Lowe’s, McDonald’s e Sherwin-Williams. Per gli investitori Netflix (NASDAQ:), +37%, riuscirà a tenere testa alla concorrenza in arrivo da Disney, Apple (NASDAQ:) e tanti altri.
  • Insieme al boom del tech abbiamo visto uno straordinario rally dei titoli finanziari. Il Financial Select Sector SPDR® ETF ha registrato +29% quest’anno. Ha finalmente recuperato tutte le perdite subite durante la crisi finanziaria del 2008-2009 ed è schizzato sopra il vecchio picco record del 2007.

    JPMorgan Chase, la principale banca USA per asset, schizza del 42%. Goldman Sachs del 38%.

    Comunque, qualcuno è rimasto indietro

    Ci sono stati degli sconfitti. Boeing (NYSE:), su di solo il 2,4%, era schizzato di ben il 38% il 2 marzo, poco prima della crisi dei 737 MAX. Sebbene l’amministratore delegato sia stato licenziato, non c’è alcuna tempistica ancora circa la risoluzione dei problemi della compagnia ed il ritorno in attività del modello. United Airlines ha eliminato l’aereo dai suoi programmi almeno fino al 4 giugno.

    Il colosso farmaceutico Walgreen Boots Alliance, è stato il titolo più debole sul quest’anno ed ha registrato la terza peggiore performance sul 100. La compagnia punta alla privatizzazione.

    I distributori tradizionali sono stati in difficoltà, sotto pressione a causa del colosso online Amazon (NASDAQ:). Macy’s è crollato di quasi il 45%. Nordstrom registra un crollo di oltre il 12%, ma segna una ripresa del 21% sul quarto trimestre. Target, registra un’impennata del 96%, con la quarta performance migliore tra i titoli .

    L’opinione diffusa è che il 2020 possa essere un anno buono, nonostante le previsioni di solito, effettivamente, si sbaglino. Tuttavia, i tre principali fattori (le minori tensioni commerciali, i tassi di interesse più bassi, l’economia domestica stabile) ci saranno ancora dopo il 31 dicembre. È un buon segno, ma i titoli USA cominceranno il 2020 tra qualche difficoltà.

    Innanzitutto, il 2019 si era aperto con la ripresa dal tonfo del quarto trimestre 2018. Il nuovo anno invece si aprirà con i maggiori indici non solo al rialzo ma tecnicamente a livelli di overbought e ci sono buone probabilità che ci sia una correzione del mercato nel primo trimestre.

    E poi, parte dell’entusiasmo del 2019 si basava su tutte le voci riguardanti le offerte pubbliche iniziali. Ma le IPO più attese (Uber (NYSE:), LYFT e WeWork) si sono rivelate problematiche. E questo getta un’ombra scura sul mercato delle IPO per il futuro.

    Uber (NYSE:) e Lyft (NASDAQ:) sono crollati rispettivamente del 33% e del 36% dai livelli delle IPO. Nel tentativo di raggiungere la redditività, hanno un disperato bisogno di accedere ai mercati del capitale per espandersi.

    L’IPO di WeWork addirittura non è mai arrivata. Il business plan aveva poco senso per chiunque, specialmente per gli investitori della sua IPO, che è stata alla fine annullata.

    …E ci sono alcuni rischi in arrivo

    Infine, sono previste le elezioni USA, quelle del presidente, di un terzo del Senato e dell’intera Camera dei Rappresentanti. E se il dibattito alla Camera per l’impeachment di Trump può essere indicativo, le elezioni saranno particolarmente dure.

    Secondo la campagna di Trump, l’elezione dei Democratici condannerà l’economia, sebbene il mercato azionario sotto il governo di Barack Obama sia andato meglio che durante il periodo di Trump, se si prendono come riferimento di partenza le rispettive date di insediamento.

    E per quanto riguarda le aspettative del mercato azionario, Wall Street sembra aspettarsi una rielezione di Trump.

    ≈≈≈

    Le performance degne di nota del 2019

    Tra i titoli con performance degne di nota nel 2019, fino a venerdì, troviamo componenti degli indici:

    S&P 500 +29%

    Vincitori

     Advance Micro Devices (AMD) +150%

     Lam Research (:LRCX) +116%

     KLA-Tencor (:KLAC) +99%

     Target (NYSE:TGT) +96%

     Chipotle Mexican Grill (NYSE:CMG) +94%

    Apple (NASDAQ:) (:AAPL) si piazza all’undicesimo posto della lista, Microsoft (NASDAQ:) (NASDAQ:MSFT) al 49° e Facebook (NASDAQ:) (NASDAQ:FB), +58,8%, al 46°.

    Sconfitti

  • ABIOMED (:ABMD) -48%
  • Macy’s (M) -45%.
  • TripAdvisor (:TRIP) -44%.
  • Macerich (NYSE:MAC) -39%
  • Occidental Petroleum (NYSE:OXY) -35%
  • INDUSTRIAL AVERAGE +23%

    Vincitori

     Apple (NASDAQ:) (:AAPL) +84%

     Microsoft (NASDAQ:) (:MSFT) +57%

     Visa (NYSE:V) +44%

     JPMorgan Chase (NYSE:JPM) +43%

     United Technologies (NYSE:UTX) +41%

    Sconfitti

  • Walgreens Boots Alliance (:WBA) -14%
  • Pfizer (NYSE:PFE) -10%
  • 3M (NYSE:MMM) -7%
  • Boeing (NYSE:) (NYSE:BA) +2%
  • Exxon Mobil (NYSE:XOM) +2,5%
  • 100 +38,6%

    Vincitori

     Advance Micro Devices (AMD) +150,2%

     Lam Research (:LRCX) +116%

     MercadoLibre (:MELI)) +104%

     Seattle Genetics (:SGEN) +100%

     KLA-Tencor (:KLAC) +99%

    Apple (NASDAQ:) (:AAPL) non riesce a piazzarsi tra i primi 5 neanche in questa lista, ma rappresenta l’11,4% dell’indice. Perciò la sua impennata dell’84% ha contribuito a circa il 25% del rialzo totale dell’indice. Il guadagno del 57% di Microsoft (NASDAQ:) vale quasi il 6% di quello dell’indice.

    Sconfitti

  • Kraft Heinz (:KHC) -26,5%
  • Baidu (:BIDU) -20%
  • Walgreens Boots Alliance (:WBA) -14%
  • American Airlines Group (:AAL) -11%
  • Quando sono cominciati gli scambi nel 2019, gli investitori speravano che i titoli avrebbero visto una ripresa dal terribile quarto trimestre del 2018. Ma Apple (NASDAQ:) (:AAPL) ha quasi rovinato tutto.

    Il titolo è crollato di oltre il 32% dal massimo storico tra il settembre 2018 e la fine dell’anno. Ha visto un ulteriore crollo del 10% il 3 gennaio dopo aver annunciato che i risultati del primo trimestre fiscale sarebbero stati deboli, trascinando giù con sé l’intero mercato azionario.

    Poi, Apple (NASDAQ:) ed il mercato azionario USA nel complesso hanno segnato una ripresa, spesso irregolare e, nel quarto trimestre, possente. Quando mancano solo due giorni di scambi per la fine del 2019, l’indice S&P 500, che al momento segna +29,25%, sembra destinato a registrare l’anno migliore dal 2013 e, forse, dal 1997.

    UBER Weekly TTM

    UBER Weekly TTM

    UBER Weekly TTM

    L’indice Industrials schizza del 22,8%. Gli indici e NASDAQ 100 potrebbero segnare l’anno migliore dal 2009.

    Le borse sono rimaste stabili nonostante gli ostacoli; la scintilla sono stati i titoli tech

    I titoli azionari durante quest’anno hanno sopportato la volatilità causata da una serie di ostacoli: i tweet del Presidente Donald Trump sullo scontro commerciale USA-Cina, la Federal Reserve, il caso Mueller ed il possibile impeachment; il rialzo del prezzo del di un terzo rispetto ad un anno fa; i timori per come Facebook (NASDAQ:) (:FB) e le altre grandi compagnie tech gestiscono le questioni relative alla privacy e le inserzioni politiche; il blocco dei Boeing (NYSE:) 737 MAX dopo i due incidenti, in Indonesia ed Etiopia, che hanno comportato la morte di 346 persone.

    Il 2020 potrebbe essere un anno altrettanto forte. Ci saranno delle sfide, come l’eventualità che i possessori di grandi capitali pensino che i prezzi dei titoli alle stelle siano un problema.

    I responsabili della ripresa del 2019 sono stati chiaramente i titoli tech.

    Apple (NASDAQ:), Microsoft (NASDAQ:), Advanced Micro Devices, NVIDIA, Facebook (NASDAQ:), Qualcomm segnano impennate di oltre il 50%. L’indice registra un rimbalzo di quasi il 61%.

    Vari fattori esterni alla tecnologia hanno contribuito a produrre questi rialzi straordinari:

  • La riduzione delle tensioni commerciali USA-Cina, con la fase uno dell’accordo commerciale che potrebbe essere firmata a gennaio. La Cina è un enorme mercato di esportazione per prodotti agricoli e chip per computer. Non c’è alcuna garanzia che le altre questioni, più complicate, saranno risolte.
  • I tassi di interesse più bassi dopo che la Federal Reserve si è resa conto che gli scontri commerciali stavano danneggiando le economie di tutto il mondo nonché le esportazioni USA. (I cinici potrebbero dire che la Fed si era stancata dei tweet di Trump). Comunque, il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni ha chiuso venerdì all’1,87%, il 30% in meno dalla fine del 2018. I titoli legati al settore immobiliare ed ai servizi pubblici sono schizzati di oltre il 20%.
    • Un’economia domestica soddisfacente, con la spesa dei consumatori da stabile a forte. Da cui derivano forti risultati e prezzi dei titoli in salita per nomi come Home Depot, Lowe’s, McDonald’s e Sherwin-Williams. Per gli investitori Netflix (NASDAQ:), +37%, riuscirà a tenere testa alla concorrenza in arrivo da Disney, Apple (NASDAQ:) e tanti altri.

    Insieme al boom del tech abbiamo visto uno straordinario rally dei titoli finanziari. Il Financial Select Sector SPDR® ETF (NYSE:XLF) ha registrato +29% quest’anno. Ha finalmente recuperato tutte le perdite subite durante la crisi finanziaria del 2008-2009 ed è schizzato sopra il vecchio picco record del 2007.

    JPMorgan Chase (NYSE:JPM), la principale banca USA per asset, schizza del 42%. Goldman Sachs (NYSE:GS) del 38%.

    Comunque, qualcuno è rimasto indietro

    Ci sono stati degli sconfitti. Boeing (NYSE:), su di solo il 2,4%, era schizzato di ben il 38% il 2 marzo, poco prima della crisi dei 737 MAX. Sebbene l’amministratore delegato sia stato licenziato, non c’è alcuna tempistica ancora circa la risoluzione dei problemi della compagnia ed il ritorno in attività del modello. United Airlines (:UAL) ha eliminato l’aereo dai suoi programmi almeno fino al 4 giugno.

    Il colosso farmaceutico Walgreen Boots Alliance (:WBA), è stato il titolo più debole sul quest’anno ed ha registrato la terza peggiore performance sul NASDAQ 100. La compagnia punta alla privatizzazione.

    I distributori tradizionali sono stati in difficoltà, sotto pressione a causa del colosso online Amazon (NASDAQ:) (:AMZN). Macy’s (NYSE:M) è crollato di quasi il 45%. Nordstrom (NYSE:JWN) registra un crollo di oltre il 12%, ma segna una ripresa del 21% sul quarto trimestre. Target (NYSE:TGT), registra un’impennata del 96%, con la quarta performance migliore tra i titoli S&P 500.

    L’opinione diffusa è che il 2020 possa essere un anno buono, nonostante le previsioni di solito, effettivamente, si sbaglino. Tuttavia, i tre principali fattori (le minori tensioni commerciali, i tassi di interesse più bassi, l’economia domestica stabile) ci saranno ancora dopo il 31 dicembre. È un buon segno, ma i titoli USA cominceranno il 2020 tra qualche difficoltà.

    Innanzitutto, il 2019 si era aperto con la ripresa dal tonfo del quarto trimestre 2018. Il nuovo anno invece si aprirà con i maggiori indici non solo al rialzo ma tecnicamente a livelli di overbought e ci sono buone probabilità che ci sia una correzione del mercato nel primo trimestre.

    E poi, parte dell’entusiasmo del 2019 si basava su tutte le voci riguardanti le offerte pubbliche iniziali. Ma le IPO più attese (Uber (NYSE:) (NYSE:UBER), LYFT (:LYFT) e WeWork) si sono rivelate problematiche. E questo getta un’ombra scura sul mercato delle IPO per il futuro.

    Uber (NYSE:) e Lyft (NASDAQ:) sono crollati rispettivamente del 33% e del 36% dai livelli delle IPO. Nel tentativo di raggiungere la redditività, hanno un disperato bisogno di accedere ai mercati del capitale per espandersi.

    L’IPO di WeWork addirittura non è mai arrivata. Il business plan aveva poco senso per chiunque, specialmente per gli investitori della sua IPO, che è stata alla fine annullata.

    …E ci sono alcuni rischi in arrivo

    Infine, sono previste le elezioni USA, quelle del presidente, di un terzo del Senato e dell’intera Camera dei Rappresentanti. E se il dibattito alla Camera per l’impeachment di Trump può essere indicativo, le elezioni saranno particolarmente dure.

    Secondo la campagna di Trump, l’elezione dei Democratici condannerà l’economia, sebbene il mercato azionario sotto il governo di Barack Obama sia andato meglio che durante il periodo di Trump, se si prendono come riferimento di partenza le rispettive date di insediamento.

    E per quanto riguarda le aspettative del mercato azionario, Wall Street sembra aspettarsi una rielezione di Trump.

    ≈≈≈

    Le performance degne di nota del 2019

    Tra i titoli con performance degne di nota nel 2019, fino a venerdì, troviamo componenti degli indici:

    S&P 500 +29%

    Vincitori

     Advance Micro Devices (AMD) +150%

     Lam Research (:LRCX) +116%

     KLA-Tencor (:KLAC) +99%

     Target (NYSE:TGT) +96%

     Chipotle Mexican Grill (NYSE:CMG) +94%

    Apple (NASDAQ:) (:AAPL) si piazza all’undicesimo posto della lista, Microsoft (NASDAQ:) (NASDAQ:MSFT) al 49° e Facebook (NASDAQ:) (NASDAQ:FB), +58,8%, al 46°.

    Sconfitti

  • ABIOMED (:ABMD) -48%
  • Macy’s (M) -45%.
  • TripAdvisor (:TRIP) -44%.
  • Macerich (NYSE:MAC) -39%
  • Occidental Petroleum (NYSE:OXY) -35%
  • INDUSTRIAL AVERAGE +23%

    Vincitori

     Apple (NASDAQ:) (:AAPL) +84%

     Microsoft (NASDAQ:) (:MSFT) +57%

     Visa (NYSE:V) +44%

     JPMorgan Chase (NYSE:JPM) +43%

     United Technologies (NYSE:UTX) +41%

    Sconfitti

  • Walgreens Boots Alliance (:WBA) -14%
  • Pfizer (NYSE:PFE) -10%
  • 3M (NYSE:MMM) -7%
  • Boeing (NYSE:) (NYSE:BA) +2%
  • Exxon Mobil (NYSE:XOM) +2,5%
  • 100 +38,6%

    Vincitori

     Advance Micro Devices (AMD) +150,2%

     Lam Research (:LRCX) +116%

     MercadoLibre (:MELI)) +104%

     Seattle Genetics (:SGEN) +100%

     KLA-Tencor (:KLAC) +99%

    Apple (NASDAQ:) (:AAPL) non riesce a piazzarsi tra i primi 5 neanche in questa lista, ma rappresenta l’11,4% dell’indice. Perciò la sua impennata dell’84% ha contribuito a circa il 25% del rialzo totale dell’indice. Il guadagno del 57% di Microsoft (NASDAQ:) vale quasi il 6% di quello dell’indice.

    Sconfitti

  • Kraft Heinz (:KHC) -26,5%
  • Baidu (:BIDU) -20%
  • Walgreens Boots Alliance (:WBA) -14%
  • American Airlines Group (:AAL) -11%
  • Expedia (:EXPE) -4%
  • COMPOSITE +34,5%

    Vincitori

     Bridgeline Digital (:BLIN) +722%

     ArQule (:ARQL) +624%

     Durect (:DRRX) +575%

     Arrowhead Pharmaceuticals (:ARWR) +422,8%

     The Medicines Company (:MDCO) +343%

    Sconfitti

  • Sellas Life Sciences (:SLS) -93%
  • Novavax (:NVAX) -89%
  • Kirklands (:KIRK) -87%
  • Ocean Power Technologies (:OPTT) -87%
  • Ascena Retail Group (:ASNA) -85%




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