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Una volta terminate le restrizioni per il periodo natalizio, il Governo è alle prese con le nuove misure necessarie per garantire l’abbassamento dell’indice Rt. Dunque, si ci chiede: “vi sarà la zona bianca per il Covid?”. Evidentemente, essa verrà istituita, in segno di tregua, per le zone dove gli indicatori sono migliori, a partire dal prossimo 15 gennaio. Ma, cosa indicherà, precisamente, la zona bianca? Ebbene, essa servirà a contrassegnare quei territori in cui i nuovi contagi sono quasi azzerati e le strutture sanitarie riescono a fare fronte all’emergenza.

Diciamo, una sorta di utopia o un colore premiale, ad indicare purezza e buona condotta per coloro che riescono a conseguire detto obiettivo. Tuttavia, nella zona bianca, permarranno le regole di sicurezza in generale vigenti per fronteggiare la pandemia.

In altri termini: rimarrà obbligatoria la mascherina all’aperto e al chiuso, il distanziamento di almeno un metro tra le persone, il divieto di assembramento e l’obbligo di disinfettare le mani prima di entrare nei locali. Dall’altra parte, tuttavia, vi saranno spostamenti liberi e potrebbe essere dilatato l’orario del coprifuoco.

Come si farà a stabilire quali Regioni sono tanto virtuose da meritare il bianco?

Quindi, alla domanda: “vi sarà la zona bianca per gol Covid?”, risponderemo di si ma, a quali condizioni? Ebbene, per l’istituzione di detta zona, i parametri di ingresso verranno dettati dal Comitato tecnico scientifico. Ai fini dell’accesso in zona bianca, l’Rt dovrà essere inferiore allo 0,5. Inoltre, rileverà, come anticipato, la capacità degli ospedali di tenere sotto controllo la situazione degli ammalati.

Cosa accadrà alle altre Regioni?

Ma, dettata la regola che opererà per le Regioni virtuose, vediamo, invece, cosa spetterà a tutte le altre. Ebbene, trascorsa l’Epifania, potrebbe scattare la zona gialla in quasi tutte le Regioni. Tuttavia, ve ne saranno alcune in cui, molto probabilmente, dovranno continuare a vigere misure più rigide, come Veneto, Liguria e Calabria che rischiano di rimanere in zona rossa anche dopo il 6 gennaio.

Invece, Lombardia, Puglia e Basilicata, potrebbero passare all’arancione. Senonché, sempre tra le misure in campo, si prevede la possibilità di istituire una zona arancione o rossa per tutta Italia il 9 e 10 gennaio, con un coprifuoco anticipato alle 20. Ciò significherebbe nuove strette, ossia: bar e ristoranti chiusi, parrucchieri aperti e divieto di uscire dal Comune, senza valida giustificazione di lavoro, salute e necessità.

Quindi, in fermento vi è l’ordinanza ponte che sarà destinata a dettare le regole tra l’Epifania, data in cui scadrà il DPCM attualmente in vigore e il 15 gennaio. Non si sa ancora se si opterà per l’istituzione di una zona unica arancione o rossa in tutta Italia per i giorni del 9 e 10 gennaio.

La differenza sarà che: se si dovesse decidere per la prima, i negozi rimarrebbero aperti, salvo i centri commerciali, che rimarranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Tutto ciò sarà stabilito dall’ordinanza Ponte che regolerà i destini dell’Italia tra la scadenza del DPCM di Natale (6 gennaio) e il 15 gennaio.



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